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31 marzo 2025

Pericolo: nel Cammino potrebbe infiltrarsi la pietà

Sempre dall'Inizio corso 2024/2025, diamo spazio a una raccomandazione cui è stata data grande evidenza: il pericolo delle "infiltrazioni".

Escludendo che si parli di problemi idraulici, ci si potrebbe chiedere chi sarebbero costoro che si infiltrano pericolosamente nelle schiere compatte del Cammino neocatecumenale? Quali pericolosi figuri osano turbare la quiete delle salette, ove tutto procede secondo i criteri stabiliti da sempre: celebrazioni, collette, catechesi, collette, convivenze, collette, scrutini, collette, passaggi, collette, viaggi e collette? Chi può introdursi nelle stanze ove solo le comunità possono riunirsi, nelle cripte ove solo le comunità possono celebrare l'Eucaristia e qualunque "faccia nuova" ha bisogno di permessi e presentazioni e viene controllata a vista un po' da tutti?
Che cosa può mettere in pericolo la tranquilla routine dei gruppi neocatecumenali, oltre ai parroci "faraoni" che pretendono che frequentino la Messa in parrocchia o rifiutano le decisioni dei supercatechisti regionali o non vogliono tabelloni dorati o corone misteriche nelle proprie Chiese?
 
da neocatecumeniincammino.wordpress.com

Non lo immaginereste mai: ciò che rischia di infiltrarsi pericolosamente nelle piccole comunità cui la Madonna avrebbe raccomandato di vivere in umiltà,  semplicità e lode, sono i buoni sentimenti, la "mentalità sentimentale", o meglio ancora, e semplicemente la pietà.

Raccomanda infatti don Pezzi nella convivenza di Inizio Corso, e anche questa raccomandazione è stata trascritta per essere fedelmente ripetuta a tutte le Comunità  neocatecumenali in tutto il mondo:

"Vorrei fare qui un richiamo anche ai Presbiteri e ai catechisti del pericolo della infiltrazione, soprattutto nei diversi passaggi, di una mentalità sentimentale"

Abbiamo già parlato degli scrutini neocatecumenali, degli esami cioè che ogni neocatecumenale deve poter superare per passare alla tappa successiva: di come ciascuno, rispondendo alle domande di un questionario, deve rendere conto di aver fedelmente seguito le indicazioni date dai catechisti: si tratta di adempimenti come il fare le lodi la domenica mattina con tutta la famiglia invece di andare a Messa in parrocchia, essere andati a bussare per le case come fanno i Testimoni di Geova, aver suonato il tamburello nelle manifestazioni del Cammino in piazza, ma anche di azioni o disposizioni che riguardano la propria vita personale come la scelta degli studi, il matrimonio o la propria vocazione di vita, l'aver dato soldi "ai poveri", cioè  principalmente al cammino, oppure anche intime, come la propria vita sessuale, non solo per verificare che le coppie fertili siano "aperte alla vita" , ma anche per verificare che nelle coppie si consumino regolari rapporti sessuali (la domanda "come va con il tuo sacramento" viene rivolta anche agli anziani senza limiti di età).

Ebbene, deve essere giunto all'orecchio delle alte gerarchie del Cammino che questi scrutini  sono, a volte e da qualche catechista non "illuminato", condotti con una "mentalità  sentimentale", cioè  con rispetto umano, con cristiana pietà,  o, solamente, con quel rispetto della coscienza di ciascuno e della sua intimità  che, negli Statuti del Cammino è esplicitamente previsto: in tale documento  infatti, che solo se rispettato rende il Cammino neocatecumenale una realtà  approvata dalla Chiesa,  all'art.19 §2, nota 79 si legge:

§ 2. Gli scrutini, ispirati all’itinerario catecumenale dell’OICA, aiutano i neocatecumeni nel loro cammino di conversione, nel rispetto della coscienza e del foro interno, secondo la normativa canonica.

Che gli scrutini neocatecumenali  abbiano completamente stravolto e prevaricato l'impostazione catecumenale del documento del Rito di Iniziazione dei Cristiani Adulti al battesimo, lo abbiamo già ricordato.

Ma si vede che non basta: nelle comunità  neocatecumenali si sta "infiltrando" il rispetto della normativa della Chiesa e dei propri stessi Statuti e quindi ecco la solenne tirata d'orecchie del decano dei presbiteri del Cammino.

Infatti continua don Pezzi:

"I criteri di discernimento, sul cambiamento della vita nei rapporti con gli altri, con se stessi e con Dio, derivano dalla Parola di Dio, che è vera e vuole il nostro bene. A volte, per farsi sentimenti di pietà, non osiamo dire la verità e con questo ritardiamo l'autentica conversione dei fratelli a Gesù Cristo".

Abbiamo già detto che i criteri di discernimento con cui nel cammino neocatecumenale si giudica se il candidato passi alla tappa successiva non hanno  necessariamente a che fare nè con la Parola di Dio nè con i precetti della Chiesa; ma, posto che, per caso, essi coincidessero, i catechisti dovrebbero valutare il candidato per i "segni esterni" che dà della propria adesione ai dettami della Chiesa: questo vuol dire che non sono previsti interrogatori, non è  previsto mettere le persone davanti alla "verità", magari chiedendo l'intervento di coniuge, familiari o fratelli di comunità  presenti, né  tantomeno, è previsto che, in modo diretto o indiretto, il presbitero rischi di non rispettare il sigillo confessionale.

Invece non solo tutto questo purtroppo avviene, ma deve avvenire, e deve essere portato a termine in modo "impietoso", cioè è  vietato "farsi sentimenti di pietà".

Ecco qual'è il grande "pericolo": che nel Cammino si "infiltri" la pietà,  ci si comporti cioè  con rispetto umano, delicatezza, comprensione.

La "verità" (la verità  di chi? Quella del catechista ispirato? O quella del presbitero che fa pure il confessore?) va sbattuta in faccia senza pietà  e davanti a tutti: questo è  il modo in cui nel Cammino neocatecumenale si fanno "convertire" le persone!

Per quel che serve, segnaliamo questa esplicita infrazione allo Statuto, ancor più  seria dal momento che viene dall'équipe internazionale, cioè dai vertici del Cammino; e ci complimentiamo invece con chi sta cercando di cambiare registro "dal di dentro" cercando di introdurre nel Cammino qualcosa di nuovo e di bello: l'amore vero verso il prossimo, la pietà, l'umana comprensione.





26 marzo 2025

L'unico problema che il Cammino neocatecumenale non risolve (parte seconda)

Nelle recenti convivenze di Inizio Corso è stato trattato  un argomento delicato, molto imbarazzante  per il Cammino Neocatecumenale, ma evidentemente così grave da dover essere affrontato con ampiezza ed insistenza.

Si prosegue l'analisi iniziata nella parte prima.

Inizio corso 2022/2023

Il delicato argomento della dipendenza da pornografia nel Cammino neocatecumenale viene ripreso nuovamente.
Nel mamotreto leggiamo infatti:

"INDICAZIONI AI CATECHISTI SUL DISCERNIMENTO
IN CASI DI DIPENDENZA (Internet, alcol, droghe, pornografia, ecc.)
Il Rito dell’Iniziazione cristiana degli Adulti, parlando degli Scrutini (n. 25,1), dice  che gli scrutini “mirano al duplice scopo sopra accennato, cioè a mettere in luce le fragilità,  le manchevolezze e le storture del cuore degli eletti, perché siano sanate, e le  buone qualità, le doti di fortezza e di santità, perché siano rafforzate. Gli  scrutini infatti sono predisposti per liberare dal peccato e dal demonio e  infondere nuova forza in Cristo che è via, verità e vita degli eletti”. È proprio dell’Iniziazione cristiana illuminare e curare le “manchevolezze e le storture del cuore degli eletti perché siano sanate”: la Chiesa ha coscienza di ciò che c’è nel cuore degli eletti, come proprio del cuore dell’uomo ferito dal peccato."

Ora, se torniamo a quanto detto dal presbitero neocatecumenale Pezzi, colui che si è fatto formare dai due laici Carmen e Kiko nei primi anni '70 dello scorso secolo, ci rendiamo conto che ha riportato una frase del RICA, (Rito di Iniziazione dei Cristiani  Adulti, cioè percorso di preparazione al nattesimo per gli adulti): ha riportato cioè che gli scrutini servono "a mettere in luce le fragilità,  le manchevolezze e le storture del cuore degli eletti, perché siano sanate" omettendo la prima parte del paragrafo, in cui si specifica che si tratta di riti celebrati nel corso tre Messe di Quaresima dal sacerdote o dal diacono; 

chi ascolta (e si fida delle parole del presbitero senza controllare) è portato a credere invece che il RICA stesso preveda un vero e proprio esame del candidato atto a portare alla luce le sue fragilità eccetera, il che è esattamente  ciò  che i catechisti neocatecumenali fanno subire ai loro adepti nel corso dei loro scrutini: dei veri e propri interrogatori pubblici sulla vita privata ed intima del neocatecumeno, spesso una scarnificazione della coscienza.

Stabilita questa prima grossa "bufala", senza nessuna difficoltà  visto che l'uditorio è già aduso da decenni a questo errore (ma dobbiamo ricordare che questa  catechesi dovrà essere riportata dal presbitero o dal catechista dell'equipe a tutte le comunità del Cammino, anche a quelle più  giovani e ancora senza esperienza nel corso delle convivenze "di riporto"), don Pezzi prosegue a vele spiegate affermando:

"In alcuni casi queste “storture” possono assumere forme di addizione grave che hanno bisogno dell’intervento di uno specialista, cioè non è sufficiente il processo normale di iniziazione cristiana, con i tempi propri di essa, perché la “ferita” ha  bisogno di essere affrontata con una cura appropriata. Dove e quando questo si dà – pochi casi e ben definiti – si può (e anche si deve) ricorrere al “medico specializzato”."
N.B: con "addizione" il presbitero non intende parlare di operazione matematica, ma probabilmente intende una "dipendenza".
 
Hanno il rimedio per tutti i mali...
 
Cosa si intende qui in particolare? Che alcune problematiche personali del soggetto che ha avuto la disgrazia di entrare nel Cammino  neocatecumenale, invece che essere confidate nel confessionale per ricevere sia l'assoluzione sacramentale, sia la direzione spirituale  da parte del sacerdote, vengono prima di tutto confessate in pubblico nel corso dello scrutinio-interrogatorio, in secondo luogo diventerà  materia di esame da parte di un pool di laici senza alcuna preparazione psicologica che dovrà decidere se la "stortura" è  "meno grave" e quindi possono trattarla loro con comodo (come non si sa...) oppure se è  grave e va consultato uno specialista.
Ricordiamoci che questa seconda opzione, pur suonando come un campanello di allarme - visto che appunto, tali decisioni debbono essere prese individualmente e con la guida del solo sacerdote, tenuto al segreto confessionale o adempiendo al ruolo di direttore spirituale, oppure anche, se si tratta di un minore, con l'aiuto dei genitori - sono pur sempre sempre un "progresso" visto che fino a poco tempo fa i catechisti neocatecumenali pensavano di risolvere anche i problemi psichici più gravi con la propria illuminata saggezza e a suon di urlacci.

Andiamo avanti. Continua don Pezzi:

"A questo proposito è di fondamentale importanza non confondere i due campi e i  ruoli distinti degli attori che possono intervenire:
1. Nell’iniziazione cristiana è il “catechista” – l’equipe che la porta avanti 
Prima un colloquio privato con il capo equipe e poi con tutta l’equipe e con il 
presbitero a stabilire modalità e tempi per sanare manchevolezze e storture, secondo il  processo di iniziazione e con i mezzi adeguati;
Andare a pregare 3 giorni in monastero o altre soluzioni, andare a messa tutti i giorni".

 
Il team dei catechisti diagnostica la patologia

È  chiara la successione del protocollo di intervento? Prima lo scrutinio davanti a tutti, in cui il singolo "confessa" la sua dipendenza e tutti ma proprio tutti, la sanno. In secondo luogo il colloquio privato con il capo équipe. Chissà  a cosa serve questo colloquio. Poi con tutta l'equipe  e, bontà  loro, il presbitero, per decidere come "sanare le storture".
Poi prosegue con i consigli. Mentre alle coppie in crisi li mandavano a fare il viaggio di nozze, anche qui hanno il "pacchetto" di soluzioni bell'e pronte: 3 giorni a pregare oppure a Messa tutti i giorni. Soprattutto la seconda delle due sarebbe un consiglio da dare a tutti sempre, invece i catechisti se lo riservano  per trattare i casi che sfuggono al loro controllo e per cui non basta la messinscena del sabato sera.
Di seguito vengono le distinzioni:
"2. Nel caso della dipendenza è il medico che deve operare secondo le procedure proprie della “medicina”. Può sorgere un problema dovuto alla particolare  condizione della dipendenza che toccando un ambito non fisico, ma  psicologico (neurologico e quant’altro), può sovrapporsi al campo spirituale  proprio dell’iniziazione cristiana, confondendosi con il compito proprio del  catechista.
Qui bisogna essere chiari: il catechista non può diventare psicoterapeuta, curando una addizione grave che non è di sua “competenza”, e lo psicoterapeuta non deve  diventare catechista, perché anche questo non è di sua competenza. Anche se il  catechista ha una formazione specifica nel settore.
Il catechista è chiamato a fare un discernimento con la grazia del suo ministero catechetico vedendo se ci sono segnali seri che fanno sospettare una dipendenza e se è il caso invitare quella persona a sottomettersi con umiltà alla valutazione di uno  specialista per accertare il reale livello della dipendenza e se essa richiede l’intervento dello specialista. Passo previo il sacramento della riconciliazione che aiuti in questo  percorso".
Qui vediamo come la confessione è  consigliata solo come un "passo previo", una formalità  a cui essere avviati da parte dei catechisti; gli stessi che poi valuteranno se e quando avviare il tapino dal medico o dal neurologo o altro specialista.
Bontà sua, il Pezzi consiglia ai catechisti di non vestire il camice bianco e operare direttamente sul paziente, dopo aver diagnosticato il male e inviato la persona dal prete per la "formalità" della confessione.
 
Catechista discernente all'opera

Certo non sappiamo esattamente da dove tragga la convinzione che "Il catechista è chiamato a fare un discernimento con la grazia del suo ministero catechetico" anche perché non ci risulta che i catechisti praticoni neocatecumenali siano stati investiti di alcun ministero catechetico e che soprattutto tale ministero dia loro il compito di occuparsi dei problemi di salute e soprattutto di situazioni che riguardano il foro interno del singolo.

La preoccupazione di don Pezzi però è che gli eventuali gruppi di recupero non distolgano l'adepto dalla frequenza del Cammino: sa bene che uno dei primi consigli di qualsiasi psicologo sarebbe quello di cambiare "ambiente", visti gli effetti negativi che esso provoca. Quindi si cautela:
"È bene indirizzare questa persona a gruppi di terapia cattolici o almeno rispettosi del percorso di fede della persona – on line o di presenza a seconda della scelta dell’interessato – che possano aiutarlo nel processo terapeutico di guarigione."
E anche:
"Per venire incontro alla necessità di trovare Istituzioni o Centri che si occupano della prevenzione a queste dipendenze o del recupero delle persone può essere utile cercarle nell’ambito delle proprie Chiese locali, verificando però che siano in sintonia 
– o che per lo meno non si oppongano – al percorso di fede delle persone."
... e cioè  che non si oppongano alla frequenza  del Cammino neocatecumenale.
Perché  il loro obbiettivo  non è  il benessere psichico e spirituale  della persona, ma l'interesse del loro movimento.

Ma, siccome il peggio non ha mai fine, addirittura il dottor Pezzi (dottore honoris causa, sicuramente dopo questi suoi interventi, in psicoterapia dell'età  dello sviluppo) attribuisce al RICA l'affermazione che il lavoro del terapeuta non deve interferire con il sacro compito del catechista neocatecumenale!

Sentite cosa dice a questo proposito:
"Sulla base di quanto affermato dal RICA (OICA) appare anche ben definito il lavoro del terapeuta che non dovrebbe mai interferire né sovrapporsi al cammino di fede del paziente, perché esso mira a “liberare dal peccato e dal demonio” e infonde “una forza nuova in Cristo”"

Appare appena il caso di ricordare che nel RICA è  il rito, detto Scrutinio, che viene celebrato dal sacerdote o dal diacono nelle tre domeniche di Quaresima, con le letture le preghiere e le benedizioni a liberare dal demonio e a dare una nuova forza in Cristo, non le follie da "piccolo chirurgo" e "medico fai-da-te" dei seguaci del tuttologo Kiko!

Il RICA, d'altra parte, si occupa della preparazione  del  candidato a ricevere il Sacramento  del Battesimo, non prevede interrogatori e intrufolamenti  nel foro interno del catecumeno da parte di ignoranti laici camuffati da esperti discernenti.

Il RICA non si occupa di recupero da pornografia o altre dipendenze. Il RICA non mette di mezzo terapeuti, psicologi o altro, soprattutto Il RICA non si sostituisce alla coscienza del singolo ne' tantomeno all'educazione e all'accudimento dei genitori nel caso di minori.

 
Se facessero a certi iniziatori
il test delle macchie di Rorschach...

Inizio corso 2024/2025
 
Anche nel mamotreto del 2024, si continua a battere sempre sullo stesso chiodo: le dipendenze, al punto tale che viene allegato un video, dal titolo “Dipendenze, pornografia e musica trap – Quando la ricerca della felicità spalanca le porte dell’inferno” e un intero allegato viene dedicato all'informativa sui Gruppi di recupero per le dipendenze.
Il video viene introdotto, sempre da don Pezzi, delegato a trattare l'argomento, con queste parole:
"Ora vedremo un video che ci aiuta a comprendere il grande dramma della pornografia e dell’inganno in cui cadono tanti giovani, anche attraverso la musica, soprattutto la musica trap. Alcuni fratelli, anche giovani, vanno al cammino, vanno alla parola, vanno all’eucarestie, eccetera, ma hanno una doppia vita, doppia vita, allo stesso tempo frequentano locali di pornografia o vedono pornografia e dopo, quando decidono di lasciarli, si lamentano che non possono riprendere un cammino come loro pensavano, perché sono intrappolati in queste menzogne e si va rovinando il cervello. Se questi abusi arrivano a un certo punto, ci si può riprendere, ma superato un limite non si può riprendere. Abbiamo consultato il dottor Gandolfini, e se avete pazienza di ascoltarlo, vedrete, per es., come la musica trap, la musica che quel giovanotto ascolta, ne diventa vittima: il fatto di quel ragazzo che esce di casa, dopo aver ascoltato questa musica e uccide la prima ragazza che trova… I ragazzi non si rendono conto. Per questo è importante vigilare e, come abbiamo detto, sfruttare i mezzi che la Chiesa ci dà, che sono soprattutto i sacramenti. Non lasciare la comunità. Va bene, allora, speriamo che vi serva. L'altro video sarà migliore".
Grande confusione, ma ciò che si coglie è la preoccupazione di avere un certo numero di giovani, e non solo, che pur frequentando il Cammino, sono soggetti a dipendenza dalla pornografia. La soluzione è sempre "non lasciare la Comunità": ci chiediamo come mai una tale emergenza non si verifica in altri movimenti o realtà cattoliche (Opus Dei, Focolarini, Rinnovamento...) e se invece non sarebbe il caso di verificare se non c'è qualche problema o qualche errore proprio nella proposta neocatecumenale, nell'educazione e nei messaggi che trasmette, direttamente o indirettamente ai giovani, e non solo ai giovani.
 
Caricatura francese sulla epidemia della pornografia 
 
In conclusione, tutto questo sforzo organizzativo - ormai da vari anni a questa parte l'allarme dipendenze è continuo e costituisce l'argomento principe dell'Inizio corso neocatecumenale - cela il fallimento della formazione del Cammino, e il tentativo di dare valenza ecclesiale al proprio operato stravolgendo il testo dell'iniziazione dei catecumeni al battesimo è fin troppo evidente.

Il presbitero don Pezzi non è comunque nuovo a queste discutibilissime operazioni sui testi del Magistero cattolico, e in particolare su quello del RICA. Rimandiamo alla lettura delle dichiarazioni fatte nell'Inizio Corso del 2017 (parte 1 e parte 2).

Un'ultima osservazione  riguarda la strategia neocatecumenale: quando si tratta di stilare delle linee guida per la difesa dei minori e dei fragili dall'abuso sessuale e psicologico, si rifiutano dichiarando d'essere una fondazione e non un'associazione; quando invece si tratta di fare interventi pesanti e senza alcun controllo sulla vita dei propri adepti, allora si dimenticano d'essere una fondazione e si mettono a fare i super-psicologi, in grado di definire quando, per esempio un minore nell'età dello sviluppo, sta attraversando una normale crisi o è in un momento di fragilità (o così dichiara d'essere) o quando si tratta di una situazione scompensata o di una patologia. Ma soprattutto la cosa più grave è  che lo fanno a partire da una violazione del foro interno che chiamano "scrutinio" mistificando lo scrutinio dell'iniziazione cristiana degli Adulti.

Che dire in conclusione? 

Possiamo solo fare un' ipotesi per spiegare questa enorme contraddizione negli insegnamenti dei leader 'spirituali' del Cammino neocatecumenale, questa ammissione di sconfitta e addirittura questa isteria di Kiko Argüello, solitamente così tollerante, fino al compiacimento, dei peccati "contra sextum" dei propri adepti.
 


L'ipotesi è la seguente.
 
Ormai gli scandali sessuali (pedofilia, violenze sessuali, incesti, perversioni di ogni tipo) che hanno come protagonisti e vittime membri del Cammino non possono più essere completamente coperti e tacitati: sono diventati di pubblico dominio. Sono un'emergenza, un bubbone così grande da non poter più essere celato.

E allora che si fa? Si ammette di aver sbagliato completamente indirizzo? Di non aver saputo educare i propri giovani alla continenza, al dominio di sé, alla castità? Di aver nutrito invece le loro fantasie fattesi morbose con il miraggio di poter soddisfare tutte le proprie voglie vantandosi di raccomandare o addirittura comandare rapporti continui, senza limite di periodi mensili, di necessità di recupero, di problemi economici, di età, di salute fisica e psicologica?
Di aver promesso l'Eldorado del sesso, addirittura benedetto da Dio?

Naturalmente no. Di fronte ai problemi che montano e non possono più essere nascosti, si invoca la 'malattia' causata dal mondo, dai social cattivi, dalle brutte compagnie. Una malattia che stranamente il taumaturgico Cammino non può curare, e sul cui insorgere declina ogni minima responsabilità.

L'unico problema che il Cammino neocatecumenale non risolve (parte prima)

Nelle recenti convivenze di Inizio Corso è stato trattato  un argomento delicato, molto imbarazzante  per il Cammino Neocatecumenale, ma evidentemente così grave da dover essere affrontato con ampiezza ed insistenza.
 


Inizio corso 2019/2020
Già nella  convivenza di Inizio Corso 2019-20, don Pezzi, membro della equipe internazionale del Cammino neocatecumenale con Ascension Romero e Kiko Argüello,  ha fatto un intervento  assolutamente in controtendenza rispetto a ciò che siamo abituati a sentire in queste occasioni esclusivamente auto-celebrative.

Don Pezzi cioè,  in quell'occasione, ha ammesso che esiste un problema grave e diffuso tra i membri delle comunità del Cammino neocatecumenale: la dipendenza da pornografia. Ne aveva trattato addirittura gli aspetti medici ed aveva dichiarato che per guarire da questa dipendenza, la frequentazione Cammino, la "fede forte", l'obbedienza ai catechisti, la vendita dei beni, la preghiera notturna sotto le indicazioni di Kiko NON BASTANO.
 
Ecco le sue precise parole:
"Per i fratelli del cammino neocatecumenale che sono caduti in questo precipizio è indispensabile continuare il cammino e allo stesso tempo frequentare un GRUPPO DI RECUPERO che normalmente si svolge una volta la settimana."

E, prevedendo le facili obiezioni di chi da sempre è stato abituato a credere che il Cammino ti SALVA da ogni cosa, dal divorzio, dalla morte, dall'egoismo, dalla noia, dal fallimento, da TUTTO, continua:
"Alcuni dicono: ma non ti basta il cammino? Non ti basta la Parola di Dio? Obbedisci a noi e non vedere più pornografia! E non sanno che sono ammalati, che hanno bisogno come tutti gli ammalati di un aiuto ulteriore, complementare. Il fatto di frequentare il cammino fedelmente e una volta alla settimana, si trovano per aiutarsi vicendevolmente per uscire dall’inferno, questo va molto bene e non dobbiamo scandalizzarci. "
Leggendo tali affermazioni, viene spontaneo a chi conosca da sufficiente tempo il Cammino, e ne ha una visione critica,  il constatare che è un peccato che queste raccomandazioni non le abbia formulate l'iniziatore Kiko, che ha a suo tempo raccontato, come è stato trascritto nei mamotreti, di aver redento alcolisti, violenti, ladri, e addirittura di aver guarito pure UN PEDOFILO semplicemente dimostrandogli di poter essere come lui.
Inoltre, ha asserito di essere in grado di curare i PROBLEMI SESSUALI delle coppie.
Tali proprietà taumaturgiche naturalmente si estendono ai catechisti del Cammino, dai più grandi ai più piccini; oltre alle decine, centinaia, migliaia di dichiarazioni di guarigione completa da alcolismo, ludopatia, tossicodipendenza e altre dipendenze con il solo kerigma neocatecumenale e l'obbedienza ai catechisti.
 
"Il ciarlatano" di Bernardino Mei

Però, nonostante le ammissioni di don Pezzi, non si è preso atto del fatto, ben noto agli ex neocatecumenali, che il Cammino non risolve i problemi, ma li maschera, li appanna temporaneamente, e questi ritornano, spesso più forti di prima.

Infatti, alcuni capoversi precedenti riportano don Pezzi ribadire l'onnipotenza dei catechisti neocatecumenali e la necessità di obbedire loro supinamente per uscire dalle situazioni più gravi, citando le parole di Kiko Argüello.

Queste le sue parole:
"Kiko nelle sue catechesi ha citato spesso un episodio tratto dei Padri del deserto: quando una persona cade in un pozzo si trova in una situazione dalla quale non può uscire da solo. L’unico modo di uscire dal pozzo è che qualcuno da fuori del pozzo faccia scendere una corda e se veramente il malcapitato vuole uscire deve legarsi fortemente la corda attorno al corpo così che possa essere tirato fuori dal pozzo. E Kiko commentava: colui che ti può tirar fuori dal pozzo è il tuo catechista che Dio ti ha dato - NON IL CONFESSORE e dopo dirò perché -, la corda che ti butta per salvarti si chiama “obbedienza ”. Se ubbidisci uscirai dal pozzo."
Tanto che :
"Abbiamo visto in questi anni alcuni fratelli – grazie a Dio - che hanno terminato il percorso neocatecumenale e alcuni che avevano celebrato il matrimonio spirituale con la propria comunità, sono CADUTI magari lasciando moglie e figli o il marito e figli, oppure IL LORO ZELO SI È ANDATO SPEGNENDO E HANNO LASCIATO LA COMUNITÀ."
E continua:
"Sono pochi casi, ma se non si è fatta – come ripete tante volte Kiko – la rinuncia ai beni, se non si è preso con serietà il cammino, prima o poi si crolla"
Anche qui comunque riscontriamo una piccola ammissione:  alcuni fratelli, pur 'adulti nella fede' hanno abbandonato la famiglia o 'il loro ZELO si è andato spegnendo e hanno lasciato la comunità' (attenzione: lasciare la comunità è paragonato all'abbandono della famiglia naturale, perdere lo zelo per il Cammino è considerato un venir meno al proprio solenne dovere ed impegno, quello di morire per e nel Cammino neocatecumenale!).

Ad ogni modo un motivo viene fornito, e non che il Cammino sia insoddisfacente, opprimente, alienante, coartante, eretizzante, ma: non si è preso con serietà il Cammino, non si è obbedito ai catechisti e non si è fatta BENE la RINUNCIA ai beni.

Quindi da un lato ammette che il Cammino NON BASTA, dall'altro ribadisce che ogni problema potrebbe essere evitato, basterebbe fare BENE il Cammino, RINUNCIARE AI BENI, obbedire ai catechisti.

Perché obbedire ai catechisti?
Ma perché essi, per ispirazione dello Spirito Santo, sanno tutto di te, sanno tirarti su dal pozzo più profondo (LORO SÌ, IL CONFESSORE NO).
I catechisti, lo abbiamo dimenticato?, sono addirittura dei terapeuti del sesso, in grado di insegnare alle coppie a fare l'amore, capaci di risolvere problemi e disfunzioni sessuali, frigidità, impotenza...
"Noi abbiamo visto che moltissime coppie che avevano frustrazioni tremende, nelle quali l’uomo era arrivato all’impotenza e la moglie alla frigidità.., che cosa è successo?
E’ bastato che entrassero nel cammino e cominciassero a parlare con i loro catechisti, e che questi gli dicessero come devono fare l’atto sessuale (quanto tempo era che non vivevano il sacramento, ossia che non facevano di questo atto un atto sacro?  Benedire il Signore prima e offrirsi l’uno all’altra come Cristo si offre alla sua Chiesa) perché immediatamente cominciassero a recuperare piacere sessuale, perché l'atto sessuale cominci a non essere fonte di frustrazione né fonte di vizio o di perversione."
Che cosa è successo da pochi anni a questa parte per convincere don Pezzi e Kiko che i catechisti neocatecumenali, capaci di far risorgere i morti dai loro letti (è proprio il caso di dirlo) non sono in grado di risolvere il "problemino" della dipendenza da pornografia?
 
Dal 'Giudizio Universale' alla Domus:
l'uomo legato alla colonna è
il fornicatore impenitente.

Inizio corso 2020/2021
Anche nella  convivenza di inizio corso 2020/21 don Mario Pezzi è ritornato sull'argomento della dipendenza dalla pornografia, dicendo ai catechisti presenti:
"Vi lasciamo una nota scritta su come potersi iscrivere a questi corsi che non sono del Cammino neocatecumenale, ma sono un’associazione del Vicariato di Roma. Ciascuno si può iscrivere nell’anonimato, senza dire chi è, neanche se è prete, se è sposato: basta iscriversi e viene affidato a un gruppo che già sta funzionando. Quest’anno abbiamo visto molti miracoli e molti fratelli hanno cominciato ad essere liberati da queste schiavitù." 

Prendiamo atto del fatto  che i massimi leader del Cammino neocatecumenale ammettono la propria sconfitta di fronte alla invincibile dipendenza dalla pornografia dei propri adepti, dei catechisti, persino dei presbiteri: sono letteralmente assediati da questo vizio, e non è più il Cammino a fare miracoli, ma devono ricorrere ai corsi degli psicologi e ai gruppi di auto-aiuto,  a cui indirizzano i catecumeni che prima delle Lodi alla mattina si dedicano a YouPorn.

Kiko subito dopo inveisce: 

 "Non possiamo essere apostoli schiavi della pornografia, di donne nude, di porcherie, non è possibile! Una cosa o l’altra: vai al mondo, vai con tutte le donne nude che vuoi, ma non puoi stare qui. Bisogna chiarire questo! Dobbiamo aiutare i nostri fratelli, salvarli dal demonio, dall’inferno, dalle porcherie schifose, dalla pornografia, da cose che sono completamente demoniache e contrarie all’annunzio del Vangelo. Non è possibile stare con un piede nell’inferno e con l’altro nel cielo, non è possibile, nel cielo non accettano questo e ti cacciano via.

Ma come, Kiko? Ora cacci via i peccatori? I poveri e ciechi e zoppi? I malati? Perché questa è una malattia, ha appena spiegato don Pezzi... 

E il tuo Cammino? Non fa più miracoli?

Il fondatore, iniziatore e padre spirituale Kiko è stato messo alle strette: c'è un peccato di fronte al quale gli Apostoli catechisti del Cammino non possono fare nulla: anzi, sono proprio loro i primi ad esserne schiavi. Altroché  terapeuti del sesso! Schiavi di un peccato che, per Kiko Argüello, merita solo la condanna, la cacciata e l'inferno. 

Un peccato vergognoso di fronte al mondo, che non può più essere nascosto.  

Un peccato che ora viene dichiarato inammissibile, mentre i peccati sessuali in Cammino fino a ieri erano addirittura "voluti da Dio" per rivelare la propria insufficienza umana, al punto tale da far dichiarare in uno scrutinio ritenuto esemplare tanto da essere inserito nel mamotreto: "Il Signore ha fatto sì che attraverso la sua Parola, attraverso la comunità, io cominciassi a vedere che ero un maiale".

(continua)


14 marzo 2025

Annuncio di Quaresima 2025: a due a due per le case

Un'altra disposizione dell'annuncio di Quaresima è andare a due a due per le case ad annunciare il Kerygma, oltre a passare una porta santa, ma rigorosamente con la comunità di appartenenza.

Kiko

Per concludere vi ricordo che stiamo nell’anno giubilare. Vi abbiamo detto  di passare una porta santa con la comunità. Anche vi abbiamo invitato a uscire di  Traditio una volta al mese. Radunarvi in parrocchia, fare i vespri o un vangelo e  partire due a due per portare una parola di speranza.

Di cosa si tratta? A cosa si riferisce Kiko quando chiede di "fare la Traditio"?

La Traditio Symboli è quella tappa che si ispira alla consegna del Credo ai catecumeni, che da Kiko è stata concepita come un occasione di proselitismo per il Cammino: nei mesi successivi alla convivenza della tappa infatti i fratelli del Cammino devono andare casa per casa a suonare i campanelli dei parrocchiani annunciando il kerygma; chi non vuole prestarsi a questa "prova del fuoco" e non se la sentisse di emulare I "pionieri" Testimoni di Geova, molto probabilmente non potrà passare al livello successivo del Cammino.

È questa la 'Traditio' che Kiko Argüello chiede  di fare in collegamento  con l'anno giubilare.

 


Naturalmente i fratelli che vanno per le case a due a due, vengono meticolosamente preparati per sapere cosa dire, seguendo una scaletta ben precisa,  vengono scrutinati dai catechisti finché la loro versione non coincide con quella desiderata: del genere "prima del Cammino ero cieco, non credevo, poi sono andato alla catechesi, entrato in comunità,  e lì ho scoperto la fede, la gioia ecc". Non vengono accettate testimonianze tipo: ho sempre avuto fede, ho incontrato Gesù in parrocchia durante l'adorazione, o pregando o in una certa prova ma senza il determinante intervento del salvifico Cammino.

Il modello di ciò che i fratelli del Cammino devono dire ai parrocchiani a cui suonano il campanello proviene da uno specifico testo, che riporta gli insegnamenti dati dagli iniziatori.

Di seguito riporto un esempio tratto dal mamotreto della Traditio del 1982.

Queste sono le domande del questionario:
Prima del Cammino eri cieco?Concretamente,  cosa non vedevi?
Come ti sono stati aperti gli occhi, concretamente?

 

"Kiko: Cominciamo con la prima domanda. E' importante, come vi dicevo, che non perdiate il questionario che avete fatto perché dopo passeranno per le comunità i catechisti e uno per uno risponderete a queste domande. A seconda di come risponderete vi sì dirà se potete o non potete andare per le case, lo vedranno i vostri catechisti per aiutarvi, per il vostro bene.
Prima presentati: come ti chiami? Di che comunità sei?  (...)
Concretamente, come ti si sono aperti gli occhi? 

R.: Per mezzo della Parola che mi ha detto quello che ero. 

Kiko: Ma questa Parola è venuta volando? Immagina che tu vai in  una casa e una signora ti dice: “Ma che Dio mi ama! Mio marito se  n’è andato di casa con un’altra! Stia a sentire, signora, sono  sposata e mio marito ha appena chiesto il divorzio; eppure vengo qui contenta, questo non mi ha distrutto mentre lei è ribellata, ecc. E lei ti dice: “Come vorrei avere pace! Invece tutto mi distrugge”, e ti domanda: “Lei, come ha incontrato Gesù Cristo?”

R.: Io le dico che per caso, senza sapere come e perché, cominciai una catechesi; io non sapevo cosa fossero le catechesi, 
ma cominciarono a dirmi che Dio mi amava. 

Kiko: E questa signora ti dice: “Cos’è questo delle catechesi? Il catechismo dei bambini?” 

R.: A me dissero che c’erano delle conferenze, che c’era dentro anche mio fratello, e io andai con curiosità a vedere cos’era; andai lì pensando che fosse una conferenza o qualcosa del 
genere. 

Kiko: Dai protestanti? 

R.: No, nella Chiesa cattolica. Però io allora non lo sapevo, non sapevo dove andavo. Lì mi sono incontrata con delle persone che per prima cosa mi hanno detto che Dio mi amava. 

Kiko: Chi ti ha portata lì? Perché sei andata alle catechesi? 

R.: Perché mio fratello stava in una comunità e io ero curiosa di vedere cosa faceva. Allora sono andata lì e questo è  quello che ho trovato.(...)"

(Da: "Appunti non corretti tratti dai nastri delle catechesi di Kiko, Carmen e P. Mario fatte in Italia nel 1981 e in Spagna nel 1982") 

Nota a margine: questa sorella scrutinata da Kiko, era catechista itinerante, quindi era in missione, e in sei anni di matrimonio non aveva quasi mai convissuto con il marito (il quale poi aveva chiesto il divorzio).

 

 

 

 

08 marzo 2025

Dall'annuncio di Quaresima 2025 di Kiko Argüello: i vescovi invitati in gita in Terra Santa (a gratis)

Dice Kiko Argüello nell'annuncio di Quaresima 2025, un mamotreto, cioè una trascrizione di quanto pronunciato nel corso di un incontro con le comunità  più  anziane (catechizzate da lui stesso e da Carmen Hernandez negli anni 70 dello scorso secolo) che poi, a catena, verrà riportato  fedelmente a tutti i neocatecumenali del mondo:

"Quando vedete che i soldi vi hanno di  nuovo preso il cuore, vendete i vostri beni, dateli ai poveri."

Esatto. Ma chi sono i poveri, se non i catechisti del Cammino, e, in primo luogo il catechista di tutti i catechisti, cioè  Kiko stesso?

E infatti subito dopo aver invitato a dare tutto ai poveri, invita invece alla colletta (da fare in tutte le comunità unitamente alla trasmissione dell'annuncio di quaresima) per l'ennesimo meeting organizzato dai vertici del Cammino Neocatecumenale rivolto ai Vescovi: 

"Questa quaresima vi invitiamo a fare una colletta per la convivenza dei  vescovi che faremo la settimana in albis in Israele. Ci sono più di 200 vescovi; vediamo come ci aiuta il Signore. Ci sono vescovi nuovi e anche vescovi di diocesi dove ancora non c’è il Cammino. Sarà un evento molto importante; per questo vi chiediamo aiuto."

La convivenza dei vescovi è una settimana completamente gratuita di visite in Terra Santa, di soggiorno nella Domus Galilaeae (un albergo lussuoso con personale che offre il proprio servizio gratuitamente: coppie in missione, seminaristi e ragazzi "difficili" inviati lì per essere rieducati, ora anche preti che hanno scelto di fare un anno di "immersione" nel "nuevo Vaticano" neocatecumenale in Terra santa), al termine del quale i presuli dovrebbero convincersi di che "affarone" sia introdurre il Cammino neocatecumenale  nelle parrocchie della propria diocesi.


 
La Domus Galileae, per chi non la conoscesse, è una faraonica costruzione ideata da Kiko stesso e dagli architetti del Cammino e fatta erigere presso il lago di Genezaret.

I vescovi aderiscono ben volentieri: il viaggio ed il soggiorno sono pagati e viene data loro l'opportunità di fare una visita ai Luoghi Sacri in Terra Santa.

I vescovi non sanno però che il loro viaggio ed il loro soggiorno vengono pagati con estenuanti collette fatte nelle comunità dei loro paesi d'origine, a volte poverissime (pensiamo a quelle dell'India).
I vescovi non sanno che vengono studiati e soppesati uno ad uno da "catechisti itineranti" del Cammino inseriti appositamente nei loro 'gruppi di studio', che riferiscono a Kiko ogni loro parola. In particolare, se si esprimono sfavorevolmente al cammino, ecco che i catechisti-'spia' corrono a riferire: 'Uuuu, Kiko, questi sono pieni di demoni!!!'
Non sanno, questi vescovi, che Kiko vuole insegnare loro cos'è la Croce, come si legge la Scrittura, come si celebra Messa 'nella maniera giusta', come ci si confessa... Pensano di partecipare ad un bel ritiro spirituale ed invece sono lì per 'essere convertiti' e indottrinati... come dei bambini (parola di Kiko).
Ascoltiamo come descrive, nel 2010 e nel 2014, queste convivenze con i vescovi ai suoi, che fedelmente riporteranno le sue parole nelle loro comunità finché anche l' ultimo neocatecumeno sappia le 'meraviglie' che Kiko... cioè, che il Signore, ha operato con i vescovi in gita... 
In questo caso, qualche catechista troppo solerte ha addirittura registrato Kiko;  e di seguito sono riportati alcune sue frasi (tradotte dallo spagnolo) che danno un'idea abbastanza precisa dei motivi per cui i vescovi sono invitati in convivenza ed anche di quanto poco rispetto nutra il Cammino neocatecumenale nei loro confronti.

I vescovi nella Domus di Kiko:
come rapiti in una navicella spaziale...

Kiko: in questa convivenza ci sono 700 itineranti da tutto il mondo.. in .. questa stanza rotonda, molto grande circolare come una Merkabah, come un disco... come una navicella spaziale. Abbiamo messo qui tutti i fratelli dell'Asia, da un’altra parte come in uno spicchio di arancia tutta l'Africa, poi l’America, tutta gli itineranti d’America, ed è stato meraviglioso e abbiamo visto l'enorme bene che stiamo facendo con le convivenze...

Dio ha voluto, ora che abbiamo finito di predicare il Vangelo nelle parrocchie, vuole ora che annunciamo il Vangelo ai vescovi, così l'anno scorso abbiamo fatto una riunione di vescovi provenienti dall’Asia, una convivenza di altri vescovi d'Africa, un'altra convivenza di vescovi provenienti dall’Europa, una seconda convivenza dei vescovi africani, e questi due raduni di vescovi d'Africa hanno causato un BOOM, i fratelli in Africa hanno chiesto, il cammino si è aperto in Togo come si è aperto in Ghana... i vescovi sono stati toccati profondamente.

Dopo in Asia è stato meraviglioso, ma sono venuti, abbiamo fatto un grande sforzo per venire vescovi alla Domus, i fratelli dell'India, poverini, hanno fatto collette su collette per pagare il viaggio, perché se non si paga il viaggio non vengono...

Così molti vescovi sono venuti, perché non conoscevano la Terra Santa ed era gratis, lo dico perché sappiamo che è così. Perché sono venuti dall’ India 75 vescovi e 15 arcivescovi dall’India, tra cui l'arcivescovo di Calcutta, l’Arcivescovo di Delhi, di tutte le principali città in India.

Foto di gruppo: c'è anche
mons. Apuron ex arcivescovo di Guam

E noi abbiamo reso grazie, perché quando si sono divisi in piccoli gruppi, Dio ha voluto che lo facessimo il giorno prima, gli itineranti erano preoccupatissimi, dicevano ‘Kiko, uuuu, ci sono dei demoni terribili, c’è quello di Calcutta che non vuol saperne in nessun modo, dice che il cammino è una setta, che ci facciamo la liturgia a nostro piacere, che non obbediamo al Papa, ecc.'

Poi quasi tutti i vescovi che sono venuti in India hanno le comunità di base, le piccola comunità cristiane, e non vogliono il cammino perché hanno già le loro comunità di base, etc.

Nella cabina di controllo
del 'disco volante': una Torah

Ci ha detto che in primo luogo non aveva alcun desiderio di venire, ma siccome gli avevano inviato molte lettere di critica sul cammino, che dicevano che doveva mandare via gli 'itineranti' perchè lì è un po' come in Giappone, ci sono i teologi che sono per l’inculturazione [N.d.T.: l'inculturazione è per la Chiesa cattolica «l'incarnazione del Vangelo nelle culture autoctone ed insieme l'introduzione di esse nella vita della Chiesa»: papa Giovanni Paolo II, enciclica Slavorum Apostoli, 1985, nº 21], stavano mettendo i vescovi contro l'evangelizzazione europea, come fosse una colonizzazione.

Questo cardinale ci ha detto: 'Io in coscienza, non conosco il cammino, nella mia diocesi non c’è, lì, nel nord dell'India, è tutto molto "Hindu". Ci sono milioni di "Hindu" che non sono mai stati evangelizzati, solo Bishna e tutto quel casino. Ho detto al mio vescovo ausiliario di venire, lui ha detto che non poteva quindi non avevo scelta, sono venuto a malincuore in questa convivenza.'

Dio ci ha mandato questo toro difficile, indiano, al buio, ed è stato terribile è stato molto difficile, ogni convivenza dei vescovi è un parto che non ci fa nemmeno dormire, da tremare, perchè sono dei vescovi, e inoltre provengono da molte altre nazioni asiatiche come il Vietnam, la Thailandia, ma Dio provvidenzialmente ci ha mandato un cardinale indiano che è presidente della conferenza episcopale, che proviene da una famiglia povera, si chiama cardinale Toppo.

Kiko: non avevano mai sentito
predicare un laico

La convivenza dei vescovi comincia con l'annuncio del kerygma, prima d’allora nessuno dei vescovi in vita sua ha mai sentito predicare un laico, perché sono entrati in seminario in India, hanno studiato teologia, hanno lasciato il seminario, sono diventati preti e li hanno inviati in una parrocchia. Così hanno visto predicare un laico, che nella chiesa sono i sacerdoti che predicano, non i laici.

[...] La prima convivenza di vescovi che abbiamo fatto, il Cardinale Primate delle Americhe, Nicolas de Jesus ha detto: ‘Ho fatto un incontro dei vescovi dell'America centrale, non potete immaginare la quantità di pregiudizi contro il cammino, le cose che dicono contro di voi, la doppia Pasqua, se vi va bene vi dicono eretici e tutto ciò succede perché non sanno, dobbiamo fare qualcosa in modo da far sapere, di far conoscere il cammino, cosa predica, cos’è, come si sviluppa, come si attua in parrocchia.'

Se mi date un foglio ve lo firmo, abbiamo avuto un primo incontro a Santo Domingo che era eccezionale, di vescovi, dove ci sono stati miracoli come la conversione del cardinale Hummes, che era della linea Boff, francescano nella linea della teologia della liberazione, un po’ contro Roma e con il cardinale Arns, tutta la linea di San Paolo, non hanno mai permesso al cammino di entrare, perché tutta la linea di sinistra ci odia.

E tuttavia in questa convivenza, alla fine, questo vescovo, c’erano due vescovi ausiliari a San Paolo, si è alzato e ha detto che aveva visto qui, in questa atmosfera, lo spirito di san Francesco d'Assisi, e quindi io ritratto tutto e da questo momento lascerà entrare il cammino, effettivamente ha lasciato entrare il cammino, il Cardinale Arcivescovo di San Paolo, che voleva aprire un seminario, e quando stava per aprire un seminario Redemptoris Mater a San Paolo lo hanno chiamato il Vaticano a capo della Congregazione per il Clero, però aveva una vera conversione.

"Il primo giorno abbiamo partecipato
ad una celebrazione penitenziale"

Poi abbiamo iniziato prima di tutto con una penitenziale, e io ho detto: ‘Dovete sapere come noi annunciamo il Kerigma!’
Allora immaginate, tutto pieno di vescovi, 250 vescovi, siamo saliti a proclamare il kerygma, io con la croce così, a fare il pagliaccio, dicendo: ‘CONVERTITEVI!!!’


Ai vescovi.
(silenzio)

E dopo li abbiamo invitati a confessarsi. Questo vescovo a tale annuncio è stato toccato dalla grazia dello Spirito Santo che e ha riunito tutti i vescovi, dopo si va a mangiare, dopo la penitenziale, il kerygma, le confessioni.

"La sera siamo stati invitati a scrutare
le Scritture, una specie di Lectio Divina"

E dopo il pranzo gli spieghiamo come si scrutano le Scritture e siamo stati due ore in scrutatio, come i bambini, tutti i vescovi, a scrutare la Scrittura, e alcuni non l’avevano mai fatto, e stavano in soggezione... così come facciamo noi, ed erano intimoriti, e poi abbiamo celebrato la Messa, una Eucaristia come la facciamo noi, con le due specie, con i canti, con, con...

Questo è il primo giorno. Kerygma, la conversione, scrutatio, Eucaristia, tanto per cominciare, ed erano già mezzi morti, eccetera.

Messa nel Cenacolo...
non poteva mancare l'icona di Kiko

E poi quando abbiamo chiesto allo Stato israeliano di permetterci  di celebrare l'Eucaristia, che non è consentito, ma per una particolare attenzione verso di noi, di celebrare l'Eucaristia nel Cenacolo, e questa è stata la trappola finale! Perché erano nel cenacolo, lo Spirito Santo è sceso e PUM! si sono tutti convertiti.

[...] Il Cardinale Toppo poi ha raccolto i vescovi e gli ha detto: ‘Credevate che questo convivenza, questo Kiko fosse pazzo e la Carmen anche… ma che pazzo! QUI STA GESÙ CRISTO! Questi ci portano a Gesù Cristo e dobbiamo stargli dietro tutti! A su a su a su a su sequela', ha detto il cardinale a tutti gli indiani.

[...] 'E così come voi mi avete convertito in questa convivenza, ora vado a convertire i miei parroci, poi porterò 50 pastori, e non solo me, ma tutta la mia zona, con 7 vescovi.' E così tutta la equipe indiana mi ha detto: ‘Kiko 300 parroci e 7 vescovi ci hanno preparato una convivenza.' E ora cosa faccio! Quindi lo stesso mamotretino che ho già fatto, niente al toro che è un ragazzo carino, all’attacco !! KIKO!?!? '400 sacerdoti indù', 50 parroci hanno chiesto il cammino.

Poi abbiamo fatto cinque convivenze di vescovi e ce ne hanno chieste due, a Pasqua ne faremo un'altra per i vescovi che vivono in Francia e ci sono state altre convivenze per i vescovi del Sud America [...] ora dobbiamo andare a Washington dove il vescovo ci ha detto che dobbiamo fare una convivenza che deve essere una bomba per tutti i vescovi degli Stati Uniti.

[...] Volevo dirvi che Dio sta facendo questo, che ora ci dedichiamo alla predicazione del Vangelo ai vescovi, sia perchè ha fretta di aprire il cammino, a cominciare dal  vescovo, sia che voglia che il vescovo sia toccato, lui, nella sua conversione.

"Durante il ritiro, diverse conferenze sulla storia e sulla spiritualità del Cammino Neocatecumenale, soprattutto di sera. Di giorno, visite ai luoghi sacri"

[...] Nell’ultima convivenza americana, credo di 7 ore, non ne potevo più, e tutti i vescovi in silenzio, a spiegargli cos’è il Cammino Neocatecumenale, cos’è uno scrutinio, cos’è la Croce gloriosa... l’a,b,c, ai Vescovi! Erano sopraffatti! Non avevano mai ascoltato cose simili! Non avevano capito nulla! Non sapevano nulla di cos’è l'iniziazione cristiana, la ricchezza, la profondità, la bellezza di ciò che Dio ci ha chiamato a fare nella Chiesa.

Nel 2014, all'annuncio di Pasqua, Kiko aggiunge:

Kiko: La Domus è fondamentale, è stata davvero una provvidenza di Dio. Quando dall'India invitammo più di settanta vescovi, la prima volta che vennero, perché sono venuti? Perché pagavamo il viaggio e gli abbiamo pagato il soggiorno, cinque giorni in Terra Santa. E molti di loro, poveretti, da un luogo perduto in India, in quanto non erano mai stati in Israele. "Però, mi paga un viaggetto in Israele, bene! Ora così vedo Gerusalemme!"

"Di giorno, visite nei Luoghi Santi.
Abbiamo detto il rosario nel sito dell'Annunciazione"

Questo hanno pensato e sono corsi a prenotarsi. Ma non sapevano che la Domus sta in un deserto. La Domus è provvidenziale perché arrivano e sono nel deserto, non se ne possono andare, non c'è nulla intorno alla Domus.

Pensavano: "Niente, io vado lì e poi vado a vedere la Tomba vuota, vado al Tempio ..."
Sì, paghiamo il viaggio, ma dalla Domus non ci si può muovere. E non può muoversi finchè non cominciamo con un Kerigma ...
E poi abbiamo chiesto loro, cosa gli pare di questa convivenza e tutti dicono IMPRESSIONANTE! Perché sono stati toccati, non sono venuti a vedere un metodo o qualcosa di simile, sono stati toccati nella loro persona.


Il Papa con Kiko. Sembra gli chieda:
"Vuoi pagare anche me?"

Certo, ora abbiamo tantissimi vescovi che vogliono un seminario, e... beh... ummh ih ih ih, non è possibile... che vogliono il seminario, che vogliono..., ecc... E vogliono aprire il cammino, andare piano, ma andare... il Signore sta facendo questo. Quindi è stato meraviglioso, questa convivenza che, hem abbiamo avuto ... eeehhhh, cosa succede,,, eh eh! Brrrp... coff coff... ci è costato un po' di soldi... ALLORA nooo cof cof cof ... bene bene... io chiederò a loro i soldi poi... (risate)

No ... è che ... stiamo rovinati a pagare tanti vescovi, ma no, no è il Signore, il Signore, Signore ci dà... E' stato meraviglioso quindi... ehhh ehhh ehhh ... (silenzio) ...


Suggestivo scorcio delle Beatitudini di Kiko
sul Lago di Genezaret

 

"Guai a voi sacerdoti ipocriti, che non siete entrati e non lasciate entrare. Guai a voi sacerdoti e religiosi ipocriti, che mangiate e vi ingozzate comodamente mentre due terzi dell'umanità soffre la fame.

Guai a voi che avete reso il vangelo così complicato, che nessuno lo comprende.

Guai a voi, teologi e sacerdoti ipocriti, che elevate agli altari i santi che i vostri padri uccisero, così testimoniate l'opera dei vostri padri.

Guai a voi teologi e sacerdoti ipocriti, che vivete in buone case e andate in macchina mentre Il Giusto, quello che dite di imitare, si carica con le ingiustizie della società di cui voi siete i primi; in questo modo acconsentite alle sue ingiustizie essendo i primi a condannare al giusto. [...]

Guai a voi che fate voto di povertà per non mancare mai di nulla, mentre sempre più uomini sono sfruttati al vostro fianco non possedendo nemmeno l'indispensabile.

Guai a voi che avete riempito la Chiesa di riti e prescrizioni dimenticandovi della fedeltà e della giustizia.

Ipocriti! Non entrate voi e non lasciate entrare, dove sono i poveri, dove sono i miserabili, dove sono i miei fratelli più piccoli."
(Kiko Argüello, dal "Vangelo dei Miserabili")



Suggestiva illustrazione de Il Vangelo dei Miserabili





08 novembre 2024

Chi sono i "piccoli" del cammino

Dalla omelia domenicale di don Pezzi, mamotreto di Inizio Corso 2024/25:

Poi la parola più terribile: chi scandalizza questi piccoli. I piccoli sono quelli  che si avvicinano alla Chiesa, vedendo la luce, e che invece di aiutare, di accompagnare nel cammino della conversione, noi pretendiamo da loro cose che  ancora non possono attuare, perché non hanno ancora ricevuto la grazia dello Spirito  Santo...
 
Traduzione delle parole di don Pezzi per chi non conoscesse il gergo neocatecumenale: i "piccoli" del cammino neocatecumenale sono coloro che stanno frequentando il cammino neocatecumenale ma ancora non hanno ben capito cosa sia, e a cosa li stia portando. Pensano che sia un'esperienza che si è  liberi di frequentare  per un certo periodo, finché se ne avverte il desiderio; credono si tratti di un gruppo che fa approfondimento della fede e della parola di Dio.
Non hanno ancora capito  per esempio, che la frequenza del Cammino deve durare tutta la vita, anche dopo la "fine" del percorso, si è  tenuti a rimanere in comunità,  a frequentarla regolarmente, a obbedire ai catechisti, a pagare la decima, pena la perdita di tutta la "grazia" che comporta essere in cammino e la consapevolezza di aver deviato dal piano di Dio.
Per questo gli "arcani" del Cammino (che poi si riassumono tutti nell'obbligo a farne parte e a partecipare  convintamente a tutte le sue iniziative, costi quel che costi, accettando acriticamente di aderire al modello di persona, o di famiglia, proposto) vengono svelati e fatti digerire a poco a poco, in diverse tappe il cui contenuto deve rimanere segreto.
Da cui il timore dell'anziano presbitero che si possa pretendere qualcosa di troppo da questi "piccoli"  prima che siano sufficientemente "maturi", cioè finché non hanno raggiunto quel grado di cottura che don Pezzi chiama aver ricevuto  "la grazia dello Spirito  Santo".
 
 
... oppure creiamo uno scandalo per chi si sta avvicinando.
Magari abbiamo finito  il cammino e succede che un marito lascia la moglie, va con un’altra, lascia la moglie  con i figli. Questo crea scandalo per i piccoli. Dice il Signore: sarebbe stato meglio  per lui che non fosse mai nato. Continua: è meglio per lui aver messo un masso al  collo e buttato nel mare che è figura dell’inferno. 
 
Ai "piccoli" viene promesso che, se obbediscono e non escono dal Cammino neocatecumenale,  diventeranno delle persone splendide e perfette, dei santi in terra, almeno di fronte agli occhi degli altri.
Per questo, l'evenienza che un fratello che "ha finito il cammino", e quindi che dovrebbe essere un essere superiore, tradisca la moglie e abbandoni la famiglia,  (e, sottinteso, esca dal cammino) è  impensabile e lo condanna all'inferno seduta stante.
Tutto è  visto in funzione della permanenza nel cammino.
 
Cioè, questo cammino è meraviglioso, ma Dio non è solo misericordioso, è anche giusto. Anche questo ci  serve per coltivare il timore di Dio. 

L'unico peccato che il dio misericordioso e di manica larga predicato in cammino non perdona, è il peccato appunto "contro il cammino", quello di uscirne per qualsiasi motivo e, possibilmente, quello di fargli perdere adesioni.

07 novembre 2024

Inizio Corso 2024: "chi non è contro di noi è per noi"

Sempre dal mamotreto di Inizio Corso 2024/25. Dall'omelia domenicale di don Mario Pezzi:
"Poi la parola del Vangelo. Anche qui: abbiamo sentito uno che caccia nel tuo  nome i demoni. 
Gesù dice: non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un  miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me. Chi non è contro di noi è  per noi. Ci possono essere tanti. Non siamo gli unici ripieni dalla vita dello Spirito  Santo. 
Ho trovato qualche cristiano, che, fedele ai sacramenti, partecipa ai Sacramenti  nella Parrocchia, e la sua vita è trasformata, è piena della benedizione del Signore,  della gioia del Signore. 
Non pensiamo di essere gli unici, ma sì, siamo grati di quello  che il Signore ci ha fatto per comunicarlo agli altri, che non hanno avuto questa grazia come noi."
 


Come spesso succede, è  dalla bocca dei bimbi e dei lattanti che emerge la verità, quindi anche dalla bocca di persone anziane o, diciamo così, distratte.

Don Pezzi, sacerdote della Chiesa Cattolica, dichiara di aver trovato "qualche cristiano" che, pur non essendo neocatecumenale, pur frequentando la tanto vituperata parrocchia, è in grazia di Dio: tratta cioè tutti i cattolici non neocatecumenali come se appartenessero ad un'altra religione!

Paragona in pratica  tutta la Chiesa cattolica, esterna al cammino neocatecumenale (che in tutto comprenderà un decimillesimo della popolazione cattolica mondiale) a colui che sta "fuori dalla tenda", a colui che, se non è  contro di noi, è  per noi.

"Chi non è contro di noi è  per noi. Ci possono essere tanti. Non siamo gli unici ripieni dalla vita dello Spirito  Santo". 

Ma davvero? Possono essere "ripieni della vita dello Spirito Santo" dei fedeli a cui è necessario ricordare di far parte della Chiesa Cattolica, è  necessario cioè ricordare che una Messa in parrocchia, una confessione nel confessionale, equivale a una Eucarestia nella saletta o nella cripta o a una confessione nel mezzo di una strepitante penitenziale neocatecumenale?

"Altri non hanno avuto questa grazia come noi": la "grazia" (discutibilissima) di appartenere al cammino neocatecumenale, cioè  a una delle tante organizzazioni/associazioni/realtà  della Chiesa cattolica, anzi, una delle più  discusse e problematiche, viene scambiata con la grazia santificante.



04 novembre 2024

Il copyright sul Sacro Nome del Cammino Neocatecumenale

 
 
Altra novità dell'inizio Corso 2024, questa volta viene da Ascension:
 
Un’altra cosa. L’altro giorno ho visto su Whatsapp un gruppo che si era dato  il nome: “Cammino Neocatecumenale Internazionale”. Io mi sono chiesta: “Che  cos’è, un doppio Cammino?”. I catechisti devono dire con chiarezza che non  accettiamo questo. Il Cammino si vive personalmente, nella comunità. Stiamo  parlando seriamente di tutti i rischi che internet comporta per i giovani e non solo e  poi ci mettiamo anche noi con questo. È chiaro, e non giudichiamo nessuno, che lo si  fa con retta intenzione, per amicizia, o per quello che sia. Ma lo spirito del Cammino  è un altro: si fa personalmente il Cammino. 
Ci sono gruppi sui vari social che si sono dati il nome di Cammino Neocatecumenale. Questo non è permesso a nessuno. 
Questi canali debbono cambiare nome: non è accettabile che si usi questo nome, che ha una  sua identità e approvazione da parte della Chiesa, per canali e su canali privati. 
Vi  invitiamo ad obbedire e ad invitare amici o chi sia a fare il Cammino e a non limitarsi  a seguirlo o ad avere informazione che non hanno nessuna ufficialità. 
Il Cammino è  per viverlo e quando ci troviamo nelle convivenze diamo le notizie che riguardano il  Cammino. Nel sito web ufficiale noi mettiamo gli eventi che consideriamo  importanti, e anche i canti, informazioni sui pellegrinaggi…
 
 
 
Dunque, siamo arrivati a questo: non nominerai  il nome del Cammino invano.
La guerra contro internet, contro Facebook,  TicToc, Instagram, Telegram, spesso ufficialmente giustificata dalla lotta alla pornografia e alla diffusione di contenuti non educativi per i giovani, assume il profilo di una lotta contro la semplice comunicazione fra fedeli del cammino (i gruppi di cui parla Ascension sono frequentati da neocatecumenali) non controllata dalle gerarchie catechistiche, esse solo depositarie del sacro Verbo kikiano; così  come durante il lockdown si deprecava qualsiasi iniziativa formativa o di preghiera trasversale, che mettesse in contatto fedeli di diverse comunità.
Ci dispiace, cari fratelli de "Il Cammino Neocatecumenale tramite Cristo (bontà loro!)  salverà  il Mondo e  la Famiglia", "Verità  sul Cammino Neocatecumenale", o semplicemente "Il Cammino Neocatecumenale ": sceglietevi un altro nome o chiudete il canale.
Alcuni suggerimenti: "Fans di Kiko A.", "Carmen santa subito", "Quelli delle salette", "Gli approvatissimi", "Nostra Signora di Madrid" oppure parole ebraiche evocative,  già utilizzate per dire il vero da altri siti, questi sì, approvatissimi,  che fanno commercio on line, come Merkavah, Shekinah,  Shemah eccetera.
A poter nominare il "Cammino Neocatecumenale", oltre al sito ufficiale del Cammino che brilla per la mancanza di qualsiasi notizia utile, saranno i siti critici, che danno notizie reali e comprovate, che diffondono i "sacri testi", approvatissimi ma segretissimi: e in fondo, è  giusto che sia così.