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31 marzo 2025

Pericolo: nel Cammino potrebbe infiltrarsi la pietà

Sempre dall'Inizio corso 2024/2025, diamo spazio a una raccomandazione cui è stata data grande evidenza: il pericolo delle "infiltrazioni".

Escludendo che si parli di problemi idraulici, ci si potrebbe chiedere chi sarebbero costoro che si infiltrano pericolosamente nelle schiere compatte del Cammino neocatecumenale? Quali pericolosi figuri osano turbare la quiete delle salette, ove tutto procede secondo i criteri stabiliti da sempre: celebrazioni, collette, catechesi, collette, convivenze, collette, scrutini, collette, passaggi, collette, viaggi e collette? Chi può introdursi nelle stanze ove solo le comunità possono riunirsi, nelle cripte ove solo le comunità possono celebrare l'Eucaristia e qualunque "faccia nuova" ha bisogno di permessi e presentazioni e viene controllata a vista un po' da tutti?
Che cosa può mettere in pericolo la tranquilla routine dei gruppi neocatecumenali, oltre ai parroci "faraoni" che pretendono che frequentino la Messa in parrocchia o rifiutano le decisioni dei supercatechisti regionali o non vogliono tabelloni dorati o corone misteriche nelle proprie Chiese?
 
da neocatecumeniincammino.wordpress.com

Non lo immaginereste mai: ciò che rischia di infiltrarsi pericolosamente nelle piccole comunità cui la Madonna avrebbe raccomandato di vivere in umiltà,  semplicità e lode, sono i buoni sentimenti, la "mentalità sentimentale", o meglio ancora, e semplicemente la pietà.

Raccomanda infatti don Pezzi nella convivenza di Inizio Corso, e anche questa raccomandazione è stata trascritta per essere fedelmente ripetuta a tutte le Comunità  neocatecumenali in tutto il mondo:

"Vorrei fare qui un richiamo anche ai Presbiteri e ai catechisti del pericolo della infiltrazione, soprattutto nei diversi passaggi, di una mentalità sentimentale"

Abbiamo già parlato degli scrutini neocatecumenali, degli esami cioè che ogni neocatecumenale deve poter superare per passare alla tappa successiva: di come ciascuno, rispondendo alle domande di un questionario, deve rendere conto di aver fedelmente seguito le indicazioni date dai catechisti: si tratta di adempimenti come il fare le lodi la domenica mattina con tutta la famiglia invece di andare a Messa in parrocchia, essere andati a bussare per le case come fanno i Testimoni di Geova, aver suonato il tamburello nelle manifestazioni del Cammino in piazza, ma anche di azioni o disposizioni che riguardano la propria vita personale come la scelta degli studi, il matrimonio o la propria vocazione di vita, l'aver dato soldi "ai poveri", cioè  principalmente al cammino, oppure anche intime, come la propria vita sessuale, non solo per verificare che le coppie fertili siano "aperte alla vita" , ma anche per verificare che nelle coppie si consumino regolari rapporti sessuali (la domanda "come va con il tuo sacramento" viene rivolta anche agli anziani senza limiti di età).

Ebbene, deve essere giunto all'orecchio delle alte gerarchie del Cammino che questi scrutini  sono, a volte e da qualche catechista non "illuminato", condotti con una "mentalità  sentimentale", cioè  con rispetto umano, con cristiana pietà,  o, solamente, con quel rispetto della coscienza di ciascuno e della sua intimità  che, negli Statuti del Cammino è esplicitamente previsto: in tale documento  infatti, che solo se rispettato rende il Cammino neocatecumenale una realtà  approvata dalla Chiesa,  all'art.19 §2, nota 79 si legge:

§ 2. Gli scrutini, ispirati all’itinerario catecumenale dell’OICA, aiutano i neocatecumeni nel loro cammino di conversione, nel rispetto della coscienza e del foro interno, secondo la normativa canonica.

Che gli scrutini neocatecumenali  abbiano completamente stravolto e prevaricato l'impostazione catecumenale del documento del Rito di Iniziazione dei Cristiani Adulti al battesimo, lo abbiamo già ricordato.

Ma si vede che non basta: nelle comunità  neocatecumenali si sta "infiltrando" il rispetto della normativa della Chiesa e dei propri stessi Statuti e quindi ecco la solenne tirata d'orecchie del decano dei presbiteri del Cammino.

Infatti continua don Pezzi:

"I criteri di discernimento, sul cambiamento della vita nei rapporti con gli altri, con se stessi e con Dio, derivano dalla Parola di Dio, che è vera e vuole il nostro bene. A volte, per farsi sentimenti di pietà, non osiamo dire la verità e con questo ritardiamo l'autentica conversione dei fratelli a Gesù Cristo".

Abbiamo già detto che i criteri di discernimento con cui nel cammino neocatecumenale si giudica se il candidato passi alla tappa successiva non hanno  necessariamente a che fare nè con la Parola di Dio nè con i precetti della Chiesa; ma, posto che, per caso, essi coincidessero, i catechisti dovrebbero valutare il candidato per i "segni esterni" che dà della propria adesione ai dettami della Chiesa: questo vuol dire che non sono previsti interrogatori, non è  previsto mettere le persone davanti alla "verità", magari chiedendo l'intervento di coniuge, familiari o fratelli di comunità  presenti, né  tantomeno, è previsto che, in modo diretto o indiretto, il presbitero rischi di non rispettare il sigillo confessionale.

Invece non solo tutto questo purtroppo avviene, ma deve avvenire, e deve essere portato a termine in modo "impietoso", cioè è  vietato "farsi sentimenti di pietà".

Ecco qual'è il grande "pericolo": che nel Cammino si "infiltri" la pietà,  ci si comporti cioè  con rispetto umano, delicatezza, comprensione.

La "verità" (la verità  di chi? Quella del catechista ispirato? O quella del presbitero che fa pure il confessore?) va sbattuta in faccia senza pietà  e davanti a tutti: questo è  il modo in cui nel Cammino neocatecumenale si fanno "convertire" le persone!

Per quel che serve, segnaliamo questa esplicita infrazione allo Statuto, ancor più  seria dal momento che viene dall'équipe internazionale, cioè dai vertici del Cammino; e ci complimentiamo invece con chi sta cercando di cambiare registro "dal di dentro" cercando di introdurre nel Cammino qualcosa di nuovo e di bello: l'amore vero verso il prossimo, la pietà, l'umana comprensione.





29 marzo 2025

Lo scrutinio nel Cammino neocatecumenale: cosa dovrebbe essere (e non è). Cosa è (e non dovrebbe essere)

Lo scrutinio: cos'è per la Chiesa

La pratica dello scrutinio nel Cammino Neocatecumenale si afferma sia ispirata al percorso di preparazione al battesimo per gli adulti.

Tale percorso viene tracciato nell'OICA (o RICA), ovvero l'Ordo Initiationis Christianae Adultorum, aggiornato nel 1972: si tratta della definizione di un itinerario di iniziazione cristiana per adulti non battezzati, della durata di 2 o 3 anni, durante i quali il candidato viene formato sulle verità cattoliche, sul catechismo, sulla fede, secondo un percorso che termina con il Battesimo. È  uno strumento rivolto, nella sua forma più completa, a persone non battezzate, mentre i battezzati che non hanno ricevuto la Prima Comunione o la Confermazione seguono un percorso "semplificato" e adattato alla loro condizione di già battezzati.

Durante questo percorso sono previsti tre scrutini, i quali sono liturgie (quindi culto pubblico) presiedute da un ministro ordinato e di norma inseriti nella Messa, durante le domeniche di Quaresima.
 

Ciascuno scrutinio consiste in una preghiera, fatta in silenzio, in ginocchio, davanti al ministro di Dio e davanti all'assemblea dei fedeli. Di seguito lo schema del primo:
158. Gli scrutini sono celebrati dal sacerdote o dal diacono che presiede la comunità, perché dalla liturgia degli scrutini anche i fedeli ricavino profitto e nelle orazioni intercedano per gli eletti.

159. Gli scrutini si svolgono nelle Messe degli scrutini che si celebrano nelle domeniche III, IV e V di Quaresima; si scelgano le letture del ciclo «A» con i loro canti, come sono assegnate nel Lezionario domenicale e festivo. Se, per ragioni pastorali, non si possono tenere in queste domeniche, si scelgano altre domeniche di Quaresima o anche giorni feriali particolarmente adatti. Tuttavia la prima Messa degli scrutini sia sempre la Messa della samaritana, la seconda del cieco nato, la terza di Lazzaro (nn. 386-389).

PRIMO SCRUTINIO

160. Il primo scrutinio si celebra nella III domenica di Quaresima, usando le formule che si trovano nel Messale (Messa rituale «Per gli scrutini battesimali») e nel Lezionario domenicale e festivo, ciclo A (cfr nn. 386-387).
OMELIA
161. Nell'omelia il celebrante, soffermandosi sulle letture della sacra Scrittura, spiega le ragioni del primo scrutinio, tenendo presenti sia la liturgia quaresimale come anche l'itinerario spirituale degli eletti.
PREGHIERA IN SILENZIO
162. Dopo l'omelia, gli eletti insieme con i padrini e con le madrine si dispongono davanti al celebrante. Questi, rivolgendosi anzitutto ai fedeli, li invita a pregare in silenzio per gli eletti per chiedere in loro lo spirito di penitenza, il senso del peccato e la vera libertà dei figli di Dio.

Poi, rivolgendosi ai catecumeni, invita anche loro a pregare in silenzio e li esorta a esprimere anche esteriormente il senso della penitenza o inchinandosi o inginocchiandosi. Infine conclude con queste parole o con altre simili:
Eletti di Dio, inchinatevi [oppure: inginocchiatevi ] e pregate. Gli eletti si inchinano o si inginocchiano. Tutti pregano per qualche tempo in silenzio. Poi, secondo l'opportunità, tutti si alzano.E fine. Ripetiamo: Messa, omelia, preghiera in ginocchio, in silenzio, in Chiesa, sempre durante l'Eucarestia.

Lo scrutinio: cos'è nel Cammino neocatecumenale 
 
Invece uno scrutinio nel Cammino Neocatecumenale è una specie di ispezione individuale condotta dall'équipe di cosiddetti "catechisti" che segue la comunità neocatecumenale. Si svolge solitamente  nel seguente modo.
  • Ciascun candidato viene sorteggiato a caso da un cestino o sacchetto dove si trovano tutti i nomi dei partecipanti. A volte i "catechisti" neocatecumenali possono scegliere d'imperio chi debba parlare, non esiste una vera e propria regola scritta.
  • Il candidato, seduto in assemblea o, come accade nel Secondo Scrutinio, al centro della stanza su una sedia vicino alla croce con tutta l'equipe davanti, risponde alle domande di un questionario, consegnato all'interno di una convivenza di tre giorni (o quattro, nel caso del Primo Scrutinio).
Le regole sono che bisogna rispondere "con fatti concreti" della propria vita e non si deve nascondere nulla.
  • Alla fine dello scrutinio il capo equipe (che è l'unico a parlare e di regola non è il sacerdote dell'equipe) chiede ai fratelli di comunità "se hanno da dire fatti sul fratello scrutato" sia positivi che negativi... a quel punto le temperature nella sala diventano davvero alte:
1) nessuno dice niente: per i catechisti non è un buon segno perché significa che i fratelli non ti conoscono e/o tu ti nascondi;
2) dicono cose positive: non va bene perchè sei "idolatrato", hai delle maschere e sei un piacione... così i fratelli non ti dicono la verità;
3) dicono cose negative: attaccano il fratello parlante e lo accusano di "fare giudizi" però intanto la catechista che scrive sull'agenda (il tutto viene scritto di solito dalla moglie del capo equipe su una agenda) annota "i fatti" che poi saranno usati contro di te.

Un esempio di scrutinio tratto da una testimonianza di un ex aderente al Cammino neocatecumenale: "Una mia sorella di comunità disse davanti a tutti che aveva "fatto degli aborti"... non bastò, volevano sapere il numero... a tutti i costi, la incalzarono così tanto che questa sorella tra le lacrime disse il numero "11 aborti"... immaginate l'esplosione che ci fu nell'assemblea e le conseguenze di quell'ammissione... fu una tragedia.
ecco perché io li definisco "stupri dell'anima".

 

Perché tanto terrore nei meme dei giovani neocatecumenali? Il motivo c'è...


Niente preghiere in silenzio e riflessione nell'intimità della propria anima, no. Tutti i fatti della vita - specialmente quelli più dolorosi e scandalosi - vengono tirati fuori davanti a decine di persone, spesso anche completi estranei. Accade così che siano confessati pubblicamente peccati occulti, sia personali che dei propri familiari (genitori, figli, parenti) o conoscenti (datori di lavoro, amici, ecc.). In uno scrutinio, in particolare dal secondo "passaggio" in poi, può venir fuori ogni genere di sofferenza, peccati, addirittura delitti: abusi, violenze, peccati sessuali, impurità, adulteri, omosessualità, ruberie, furti, corruzione e cose del genere. 

Non è permesso sottrarsi all'interrogatorio, il quale è condizione indispensabile per il superamento del "passaggio", quindi dello scrutinio, inoltre i  catechisti giudicano il fratello di comunità in base alle risposte che dà: se sembrano loro troppo generiche, non pertinenti o semplicemente non rispondenti allo schema ricevuto, essi chiederanno integrazioni e scaveranno più in profondità finché non si sentiranno soddisfatti del risultato.  

Durante questo così definito scrutinio (ma che tale non è,  almeno non secondo la Chiesa), il neocatecumeno non può contraddire i catechisti, a meno di voler intavolare una discussione penosa e fiaccante, che si conclude in ogni caso con l'umiliazione pubblica del candidato che verrà rimandato indietro nel cammino di fede, solitamente in una comunità che non ha ancora fatto quella tappa, in un "itinerario di iniziazione" che somiglia più al gioco dell'oca che a una vera formazione cristiana. 

Nei volumi dei mamotreti in versione anni '80, prima della correzione della Congregazione per la Dottrina della Fede, erano presenti molti esempi di scrutini con domande e risposte tipo, estrapolate da veri scrutini fatti da Kiko. C'erano le domande, le risposte dei candidati e le correzioni di Kiko Argüello, nonché le reazioni specifiche a certi casi - per esempio se il candidato non voleva rispondere, se il candidato oppone dubbi, se non vuole effettuare una certa attività, se non esegue compiutamente la "normativa" riguardante la decima mensile, la preghiera, ecc. - In questo modo il cosiddetto "catechista" non avrebbe dovuto inventare niente, essendo già previsti tutti i casi possibili più frequenti.

Tutto quanto sopra esposto è una pratica vietata dalla Chiesa, addirittura dal Codice di Diritto Canonico:

Can. 220 - Non è lecito ad alcuno ledere illegittimamente la buona fama di cui uno gode, o violare il diritto di ogni persona a difendere la propria intimità.
canone ripreso pari pari dallo Statuto del Cammino art. 19 §2, nota 79:
§ 2. Gli scrutini, ispirati all’itinerario catecumenale dell’OICA, aiutano i neocatecumeni nel loro cammino di conversione, nel rispetto della coscienza e del foro interno, secondo la normativa canonica.

Tale concetto viene ribadito nel Direttorio Catechetico del Cammino neocatecumenale (approvato ma non pubblicato, quindi la seguente citazione è tratta da volumi riservati che i catechisti del Cammino  devono acquistare presso la propria struttura di riferimento per poterli usare nelle catechesi):

"Si ricorda ai catechisti che la richiesta di leggere le risposte al questionario nel gruppo e forse davanti a tutti sia fatta in modo che nessuno si senta obbligato e sempre venga delicatamente rispettata la libertà e la sensibilità di ogni persona."(Pag. 89 Traditio Symboli, 2001, volume 6)

Conclusioni

Quindi, concludendo: non è lecito al catechista neocatecumenale ledere la buona fama, indagare sui peccati passati e presenti, occulti o manifesti, certamente non davanti a tutti.
Non è lecito umiliare, ironizzare le persone, non è lecito chiedere informazioni ad altri della comunità.
Non è lecito forzare la libertà dei singoli.
Non è lecito ferire la sensibilità di ciascuno.

Gli scrutini così  come intesi  e praticati nel Cammino neocatecumenale non sono gli scrutini previsti nei riti in preparazione al battesimo nel documento OICA/RICA e violano del canone 220 del codice di Diritto Canonico, oltre che gli stessi Statuti del Cammino neocatecumenale e il Direttorio approvato. 

(Tratto da un articolo del blog "Osservatorio sul Cammino neocatecumenale")

22 marzo 2025

Il mio secondo scrutinio: la paura, il danno, la ferita

IL MIO SECONDO SCRUTINIO. LA PAURA.

Leggere le testimonianze dei secondi scrutini mi ha messo in subbuglio. Tutta l'atmosfera di paura e di vulnerabilità che è stata descritta mi ha riportato  dei ricordi di un passato che non rivivo con piacere. 

Voglio parlarne per poterlo rigettare cosicché non mi rimanga dentro come un assillo che mi fa male come se l'avessi vissuto appena ieri. 

Per cominciare, abbiamo fatto la convivenza nella Valle dei Caduti con altre comunità di Madrid. In quei casi, l'équipe che guida la convivenza non è  composta da catechisti di una sola parrocchia ma è formata dalle coppie responsabili di catechisti o capi catechisti, per così dire, di ogni parrocchia.

Poi si ripartiscono i compiti:  alcuni fanno la catechesi delle Vergini stolte, altri quella dei Talenti, quella dell'Eucaristia, quella dei nuovi salmi (che era proibito cantare prima di quel passaggio).

Il nostro catechista era un uomo alto e corpulento. Sempre molto ben vestito (anzi direi molto elegante), si vedeva che la sua posizione sociale era buona e che doveva essere un professionista con una posizione importante.

Dico tutto questo perché la sua immagine trasmetteva molta autorità, condita con una certa spavalderia e un modo di essere asciutto e tagliente. Il tipo di persona che incute paura anche senza dire una parola. 

PAURA. DISSOCIAZIONE: Era in grado di incrociarti in un corridoio, fissandoti per metri e metri, senza neppure rispondere al tuo timido "ciao". 

Carmen come modello

DANNOSO. INSINUANTE: Un tipo 'fico': non perché lo dico io, era qualcosa che lui stesso conosceva e sfruttava. Gli piaceva molto di potersi permettere d'essere ciò che era. So che a molte persone del Cammino non andava giù, né tra la gente comune (catecumeni) né tra le alte sfere (catechisti responsabili di altre parrocchie). 
 
Nessuno poteva competere con lui. Era un ottimo organizzatore, molto intelligente e veloce, molto efficiente. Non mi sarebbe piaciuto essere nei panni dei suoi inferiori al lavoro. Nell'arcidiocesi godeva di una buona reputazione e si interessava di una serie di questioni che ovviamente gli erano state espressamente delegate. 
Aveva un altro lato, era molto tenero e sensibilone, scoppiava in lacrime quando stava soffrendo per un qualche evento molto duro della propria esistenza, in particolare per quegli eventi di cui si parla nel Cammino e che diventano leggenda. 
Quindi vederlo così dopo che ti ha torturato produce uno strano conflitto interno. Improvvisamente ti rendi conto di poter provare pietà per lui, come se fosse un ragazzone che si comporta  da boss, ma che in fondo non è poi così male, ha il suo cuoricino. 
Avere un tale catechista aggiunge un qualcosa in più alla paura. 
 
ERA TEMIBILE E TEMUTO. Non era prevedibile. Non sapevi mai dove sarebbe andato a parare. Era un vero segugio.  Mirava a farti fuori e a sbranarti. La sua equipe doveva sempre intervenire a fermarlo. Questo tizio avrebbe fatto un buon tandem con Rafael il Crudele e qualcun altro di quel genere.  
Nel Cammino si dovrebbe sostituire "carogna" a "categoria". 
Più un catechista è carogna, maggiore è la fama e la gloria che lo precedono.


IL MIO SECONDO SCRUTINIO: IL DANNO 

La prima prova di cosa fosse lo scrutinio l'abbiamo avuta  proprio in convivenza. Ciascun capo  catechista estrasse (tramite il pezzo di carta preso a caso dalla borsa) uno dei suoi catecumeni. 

È toccato a una signora sulla settantina. Una brava donna, tutta una vita nella Chiesa, sempre prudente e molto affettuosa con tutti, disponibile, sempre di buon umore. Una donna incantevole. Formazione universitaria e impegnata nella ricerca. Voglio dire, non una persona non preparata. 

Il macellaio iniziò ad affilare i suoi coltelli. La brava donna lesse le sue risposte al questionario e impiegò al massimo un minuto per leggerlo. 
Non poteva essere. Questo non poteva essere. Una donna senza grandi complicazioni nella propria vita, tutto troppo facile. Lì di certo c'era un demonio rinchiuso lì, ben annidato. Questa è la mentalità del Cammino. 

Per loro, tutti dobbiamo avere una storia passata raccapricciante, piena di ribellione e maledizione, che non accettiamo, un presente in cui finalmente ti vedi come sei, un sacco di sterco pieno di peccati indicibili e nascosti, e ovviamente alcuni idoli alti come cattedrali per tutti quegli argomenti a cui puntano sempre: sesso, denaro, potere, prestigio eccetera. 

 
Catechisti sprovveduti giocano a emulare Freud

Ma per quanto la torturasse davanti a duecento persone, la brava donna non diceva di più, per cui la rabbia e la frustrazione del catechista erano al massimo.  
 
Dato che eravamo in tanti nella mia comunità, i giorni degli scrutini furono  numerosi, come maratone. Dovevamo fare un digiuno assoluto dal mattino, come ci dicevano i nostri catechisti per "stare in tensione". Il digiuno era un'arma per combattere le tentazioni del diavolo, che durante questo passaggio sarebbero state fortissime. "Il nostro corpo ci chiede sempre di dargli un contentino, con il digiuno combattiamo". Era un clima dantesco. 
 
Salvo alcuni casi - guarda caso proprio i figli dei catechisti di altre parrocchie, i propri figli (non capisco come i genitori possano scrutinare i propri figli) - ci sono state situazioni in cui molti hanno stretto i pugni per sopportare l'indignazione e la rabbia di vedere come maltrattavano un fratello di comunità in quel modo. 
In generale, stavamo tutti passando un brutto momento, tu soffri vedendo il dolore degli altri seduti lassù e trattati come stracci, soffri per te stesso. Ci sono stati momenti in cui i nostri cuori ci saltavano in bocca per le palpitazioni che ci davano. Urla del catechista che dovevano stare ad ascoltare fino a notte fonda, una violenza scatenata, al punto che hanno dovuto trattenerlo mentre si scagliava contro un fratello "che non si apriva, che era chiuso da un demonio", che quasi lo picchiava. 
 
Ha gettato a terra con furia, quell'agenda in cui si prendono appunti per ognuno che siede sulla sedia della tortura. Suppongo che in tutte le comunità sia così. Nella mia parrocchia, tutti i catechisti dell'équipe avevano la loro agenda, suppongo che quando devono decidere se un fratello passa il passo (ci vuole la ridondanza) per ognuno consulteranno l'agenda e la metteranno in comune. 
 
È molto spiacevole stare lì seduti e che mentre parli, chi ti scrutina prende appunti, oltre al fatto che si passano dei foglietti tra i catechisti e li mandano a chi ti fa lo scrutinio, come per dargli degli indizi "vai da questa parte" o "tira dall'altra". È una sensazione di assoluta vulnerabilità, tutto ti fa sentire un verme che ha a malapena il diritto alla vita, cieco com'è, per i suoi tanti peccati e per l'adorazione di tutto tranne che di Dio. Tutti concentrati sul far incrinare la tua sicurezza in pubblico, ti distruggono, ti fanno crollare. 
 
E la cosa più terribile è che quando ti hanno lasciato andare e hai potuto tornare al tuo posto, ti hanno detto: "coraggio fratello, Dio ti ama". Come possono dirtelo dopo che ti hanno violentato psicologicamente in nome di Dio? Dio non fa queste cose! Veramente è  una paranoia.


IL MIO SECONDO SCRUTINIO: LA FERITA. 

Dopo aver descritto quell'atmosfera della “Casa del Terrore”, racconterò la parte più importante del mio secondo scrutinio. 
Voglio vomitare questi ricordi, ogni volta che riemergono mi fanno ammutolire, mi si torcono le viscere. Cosicchè, svuotando lo stomaco, potrà iniziare il miglioramento. 
 
Ero una giovane ragazza molto timida e abbastanza tranquilla. La mia autostima era sparita da anni. Avevo già ricevuto alcuni colpi dalla vita. Un fratello che fu colpito in poche ore da una malattia allora incurabile, all'età di 9 anni. Aver perso tutto, la nostra casa, la nostra scuola, i nostri compagni di classe... a causa di una drammatica situazione finanziaria, c'erano giorni in cui non avevamo da mangiare.
 
Indossavamo abiti che alcune signore molto eleganti ci hanno regalato. In piena adolescenza, indossavo abiti da signora perché non avevo nient'altro. Non potevo uscire di casa come faceva il resto dei giovani perché non avevamo un soldo. Non potevo usare i mezzi pubblici. Comunque, tutto così. Ero un vero mostro. Piaccia o no, non potevo passare inosservata. Cosa ci fa una ragazzina di 16/17 anni con indosso una blusa di raso con dei pantaloni già color di ala di mosca da vecchi tempi (avevo solo quelli) e le scarpe della nonna? Il solo fatto di uscire era per me un supplizio. 
Questo aspetto è essenziale per comprendere parte del mio scrutinio. 
 
Non occorre essere molto smaliziati per sapere dove sarebbe arrivato uno degli affondi. La mia immagine era la più antifemminile del mondo. Sembravo tutto tranne una giovane ragazza nell'età in cui si comincia a flirtare con i ragazzi, a truccarsi, con le gonnelline, i capelli ben pettinati... civetteria, insomma. Non indossavo nemmeno orecchini (e mi tagliavo da sola i capelli). Conclusione: non ero femminile. 
 
Per contro, stavo vivendo una situazione di abuso psicologico e fisico da parte di una persona che non citerò perché irrilevante, che comunque non aveva niente a che fare con il Cammino. Questa situazione di abuso e umiliazione andava avanti da molto tempo. Si trattava di un uomo. Lo sottolineo perché è importante anche per l'interpretazione che i catechisti avrebbero fatto della mia vita. 
Venne anche fuori che  mi ero ribellata a quella situazione, e che era  stata una sofferenza davvero intensa e sostenuta, non una questione di un giorno o due. 
Vivevo continuamente nella paura, sapendo che avrei sofferto ancora ma senza poter fuggire o avere il controllo di nulla. 
 
È necessario chiarire che a quel tempo in Spagna non si parlava di questi argomenti, era un tabù, qualcosa che rimaneva nella più stretta privacy. Ora la società è consapevole che queste cose vanno denunciate. Ma allora no. Non potevi parlarne con nessuno, dovevi tenerlo nascosto. C'era quella filosofia del "sarà per qualcosa", "avrai fatto qualcosa". Il senso di colpa era devastante. 
 
In conclusione, mi hanno chiesto se amavo quella persona nonostante il danno che mi stava facendo. Ho risposto di no. Era ovvio. Mi hanno chiesto se dal mio cuore veniva fuori  un giudizio. Ebbene sì, certo, era la cosa più normale, no? Vengo ora alle conclusioni che ha tratto la mia catechista - illuminata dallo spirito santo di contrabbando - e le relative sentenze per poter continuare il Cammino.
 
'Fanciulla, io ti dico, alzati!'
Chi non fa come Gesù,
non è suo discepolo

Sentenza n° 1:
 
Non ami il tuo nemico, devi amarlo come Dio ama te. Con i tuoi peccati maltratti Gesù Cristo mentre Lui ti ama senza limiti, sei sua nemica quando Lui dà la sua vita per te.
Devi scusarti con quella persona che ti fa questo e dirgli che non lo accetti, che lo giudichi quando ti maltratta, ma che Gesù Cristo è in grado di trasformare il mio cuore di pietra. Che Egli mi invita ad amarlo nella dimensione della croce con un amore che il mondo non conosce, bla, bla, bla... 

Mi ci sono voluti un anno o due per realizzare ciò che i miei catechisti mi hanno mandato a fare in nome di Dio e della Chiesa, ma siccome mi avevano chiesto se lo avrei fatto, se avrei obbedito loro, e ho detto di sì, avrei potuto passare il Secondo Scrutinio. 

Fare quello che mi era stato ordinato per seguire Cristo era qualcosa che era impossibile per me e ogni giorno che passava senza che lo facessi era come sentirmi ripetere nella mia mente che non amavo Dio. E che se Dio non mi amava allora mi aspettava solo di essere gettata nel fuoco eterno, perché fuori del Sentiero in cui Dio mi aveva messo, c'era solo la morte, l'inferno. 

Sono arrivata al D-day per pura disperazione. Non potevo più sopportare quella tortura mentale. Meglio un tempo d'inferno che l'inferno eterno. Quando ho avuto quella persona vicino, decisi di iniziare a camminare verso di lui. Ero paralizzata, le mie gambe non mi rispondevano. Le braccia e le mani si muovevano in modo incontrollabile, come se avessero uno spasmo. La testa lo stesso. La mia bocca era asciutta e il tremito non mi permettevano di pronunciare una parola. Sono scoppiata a piangere quando era a mezzo metro di distanza. Gli ho detto tutto quello che mi hanno ordinato di dire. Ero spaventata a morte. Non sapevo se mi avrebbe schiaffeggiato e buttato a terra. Era qualcosa di così irrazionale, così innaturale, che era come se il tempo si fosse fermato. Non riuscivo a vedere, letteralmente. Non lo vedevo nemmeno più. Penso che sia stato puro panico. Non mi ha picchiato, si è limitato a  oltraggiarmi, insultarmi, umiliarmi, ma non mi ha picchiato. 

Un miracolo grazie all'aver confidato in Dio. Questa la mia interpretazione di allora. 

I catechisti mi avevano detto inoltre che dovevo scusarmi da allora in poi ogni volta che lo odiavo e lo giudicavo nel mio cuore, perché ovviamente ero una superba che si credeva migliore di quella persona, quindi la mia umiltà sarebbe venuta dal riconoscere davanti a quella persona, ogni volta  che era necessario, che per i miei peccati l'ho giudicata e non l'ho amata. 

OGNI VOLTA CHE RICORDO QUESTO PROVO MOLTA RABBIA. LA CHIESA NON MI AVREBBE MAI PARLATO IN QUESTO MODO O NON MI AVREBBE MAI IMPOSTO QUESTA "PUNIZIONE" IN NOME DI DIO PER LA MIA CONVERSIONE

Sentenza n° 2: 

Non sei femminile e odi l'uomo per quello che ti fa. Il demonio ti sta mettendo davanti la figura dell'autorità, la figura maschile, come qualcosa di orribile che non accetti.
Conclusione: sei lesbica perché rifiuti gli uomini e perché li andrai a vedere sempre tutti come abusatori. Ecco perché non sei femminile né ti vesti bene e vai in giro con quel look. D'ora in poi dovrai venire alle feste con il trucco, con una gonna, con una borsa, tacchi alti, ecc. Verificheremo anche se lo fai perché ti vedremo in giro per la parrocchia (a volte uno di loro veniva a darmi la pace nell'Eucaristia e mi guardava le orecchie per vedere se portavo gli orecchini). 

Naturalmente mi sono alzata da quella sedia con il cuore spezzato. Odiavo essere vestita come una signora di 60 anni, mi vergognavo di uscire così per andare a lezione, ecc. Ma a questo ora dovevo aggiungere che sembravo una lesbica, un maschiaccio. 

Come potevano mettermi come condizione per poter seguire Cristo che mettessi gli orecchini se non avevo soldi nemmeno per poter andare a scuola in metropolitana? Tacchi alti, borsa, trucco, vestiti femminili delle ragazze della mia età...? Non potevo farlo... chi me li regalava? 

In altre parole, da una parte risultava che Dio stesso si era impossessato della nostra casa e di tutti i beni di famiglia per farci cadere l'idolo di non so cosa. Dio stesso aveva ucciso anche mio fratello perché cercassimo la fede perché altrimenti non avremmo reagito, non ci saremmo convertiti. ESATTAMENTE COSÌ È STATO INTERPRETATO E DETTO IN PUBBLICO. E si scopre che ora Dio voleva che comprassi tutto ciò - cosa che non non avevo i mezzi per fare - per poter essere sua discepola. Avrebbe dovuto fare il miracolo dei pani e dei pesci, ma con orecchini e sottane e tutto il resto.

Credevo che i catechisti fossero illuminati dallo Spirito Santo, ma non potevo seguire quel Dio che mi chiedeva cose del genere. Non capivo Dio, davvero. Quel Dio, no. Quindi il mio secondo scrutinio è servito a moltiplicare esponenzialmente la mia autostima negativa al meno infinito, i miei sensi di colpa, la mia convinzione mentale che anche l'abuso era per la mia conversione, che era qualcosa di caro a Dio affinché potessi sperimentare come sa amare veramente un discepolo di Cristo. 

Inoltre, mio ​​fratello, un bambino di 9 anni, aveva dovuto morire perché né la mia famiglia né io capivamo che Dio ci stava chiamando. Più sensi di colpa e più odio per se stessi... E così di seguito. 

UNA FERITA CHE SEGNERA' LA MIA VITA PER SEMPRE. DELLE INTERPRETAZIONI NEL NOME DEL CAMMINO, OVVERO, IN NOME DEL LORO DIO, TOTALMENTE OPPOSTE AGLI INSEGNAMENTI DELLA CHIESA E DEL VERO DIO.

 

(da: Lapaz)





19 marzo 2025

Il catecumenato come deve essere (e non come si fa nel Cammino): gli scrutini

Leggiamo, da un articolo del "Il Timone" che a Sydney, Australia, domenica 9 marzo 2025 si è registrato presso la cattedrale di St. Mary un record di 384 catecumeni e candidati al rito di elezione, con un aumento del 30% rispetto all’anno precedente. 


Ad accompagnarli, 310 padrini e sponsor proveniente da 54 parrocchie. 

Simon Yeak, addetto alla supervisione del Rito d’iniziazione cristiana degli adulti (RICA) nell’arcidiocesi degli ultimi cinque anni, ha descritto l’esperienza come «diversa da qualsiasi cosa di cui abbia mai fatto parte», per poi commentare: «Non avrei mai potuto prevedere l’aumento del numero di convertiti che entrano nella Chiesa, ed è davvero una testimonianza per mostrare dove siamo come Chiesa qui a Sydney».

È stato un momento trionfante, un segno per tutto il Paese una prova del grande affiatamento all'interno dei gruppi RICA (Rito d’iniziazione cristiana degli adulti) delle parrocchie, rafforzati da mesi di condivisione di fede e di formazione.

La processione d’ingresso è iniziata alle due del pomeriggio, accolta dall’arcivescovo Anthony Fisher OP che ha dato il benvenuto ai battezzandi uno a uno insieme ai padrini e sponsor, come si farebbe in famiglia.
L’arcivescovo ha poi rassicurato coloro che stanno per entrare nella fede e coloro che stanno camminando insieme a loro, sul fatto che, pur abbracciando l’abnegazione, non siamo soli in questo viaggio: Cristo è con noi per guidarci a vivere una vita cristiana autentica attraverso il pentimento e guardando sempre a Lui. Quando poi l’arcivescovo ha concluso con un caloroso: «Benvenuti nella Chiesa cattolica», l’assemblea è esplosa in un applauso fragoroso in attesa della piena iniziazione che avverrà a Pasqua.

Particolarmente toccante per i catecumeni è stato il momento in cui i loro nomi sono stati scritti nel Libro degli Eletti. «Ora sono eletti», ha spiegato Yeak, «appartengono alla Chiesa». 

Racconta il catecumeno Matthew Murray «Il senso di comunità è qualcosa che non ho mai sperimentato prima […] la Chiesa è un posto fantastico».  

Rito dell'Elezione Messa 2025. Immagine di Giovanni Portelli Photography © 2025

Da questa lettura ci viene confermato cosa la Chiesa intende come cammino di iniziazione: un periodo limitato (sappiamo che al massimo prevede due anni di formazione), scandito da diversi riti (vedi la consegna del Credo, del Padre Nostro, l'elezione) celebrati in chiesa per scandire le tappe del percorso formativo dei catecumeni.

Kiko Argüello Carmen Hernandez invece hanno utilizzato il cammino di fede tracciato nel documento  del RICA (Rito d’iniziazione cristiana degli adulti che vogliono ricevere il battesimo) per creare un percorso di formazione per già  battezzati -che vengono però  trattati come se non lo fossero- che dura tutta la vita, allontana dalla Chiesa, comporta grandi esborsi economici, obbliga a una fede cieca ai propri catechisti.

Le fasi e gli strumenti previsti dal percorso catecumenale del RICA vengono poi totalmente travisati.

Pensiamo per esempio agli SCRUTINI.

Gli scrutini nel Cammino neocatecumenale sono dei veri e propri interrogatori svolti dai catechisti (laici senza nessuna specifica preparazione teologica o psicologica) davanti a tutta la comunità riunita, senza rispetto della privacy e del foro interno, in cui viene richiesto di rispondere anche di peccati personali e/o sessuali, di scelte professionali e familiari, della gestione del proprio tempo e dei propri soldi, dell'educazione dei figli.

 

INVECE:

Gli "scrutini" previsti dal RICA si celebrano di domenica, nella liturgia della Messa.
Mettiamo di seguito la spiegazione di cosa siano gli scrutini nella iniziazione dei catecumeni della Chiesa Cattolica e la loro tempistica:

158. Gli scrutini sono celebrati dal sacerdote o dal diacono   che presiede la comunità, perché dalla liturgia degli scrutini anche i   fedeli ricavino profitto e nelle orazioni intercedano per gli eletti.
159. Gli scrutini si svolgono nelle Messe degli scrutini che   si celebrano nelle domeniche III, IV e V di Quaresima; si scelgano le   letture del ciclo «A» con i loro canti, come sono assegnate nel   Lezionario domenicale e festivo. Se, per ragioni pastorali, non si   possono tenere in queste domeniche, si scelgano altre domeniche di   Quaresima o anche giorni feriali particolarmente adatti. Tuttavia la   prima Messa degli scrutini sia sempre la Messa della samaritana, la   seconda del cieco nato, la terza di Lazzaro (nn. 386-389).

Quindi gli scrutini sono celebrati dal sacerdote o dal diacono e si svolgono nel corso della Messa di tre domeniche, la III, la IV e la V di Quaresima.
Ecco come si svolge ad esempio il 1° scrutinio nel RICA:  

PRIMO SCRUTINIO          
160. Il   primo scrutinio si celebra nella III domenica di Quaresima, usando le   formule che si trovano nel Messale (Messa rituale «Per gli scrutini   battesimali») e nel Lezionario domenicale e festivo, ciclo A (cfr nn.   386-387).
OMELIA
 161.   Nell'omelia il celebrante, soffermandosi sulle letture della sacra   Scrittura, spiega le ragioni del primo scrutinio, tenendo presenti sia   la liturgia quaresimale come anche l'itinerario spirituale degli eletti.
PREGHIERA IN SILENZIO
162.   Dopo l'omelia, gli eletti insieme con i padrini e con le madrine si   dispongono davanti al celebrante. Questi, rivolgendosi anzitutto ai   fedeli, li invita a pregare in silenzio per gli eletti per chiedere in   loro lo spirito di penitenza, il senso del peccato e la vera libertà dei   figli di Dio.
Poi, rivolgendosi ai catecumeni, invita anche loro a pregare in silenzio   e li esorta a esprimere anche esteriormente il senso della penitenza o   inchinandosi o inginocchiandosi. Infine conclude con queste parole o con   altre simili:
Eletti   di Dio, inchinatevi   [oppure:            inginocchiatevi ]   e pregate.
Gli   eletti si inchinano o si inginocchiano. Tutti pregano per qualche tempo   in silenzio. Poi, secondo l'opportunità, tutti si alzano.
Preghiera per gli eletti
Esorcismo
Congedo
Messa

Il secondo e il terzo scrutinio si svolgono nello stesso modo, con formule e preghiere diverse.

Firma sul registro dei catecumeni
(e non sul "libro della vita")

Ebbene, nel Cammino neocatecumenale si ripropongono le varie fasi dell'iniziazione per i battezzandi previste nel RICA senza mai dire di aver copiato da quel documento (pare sia tutta un'ispirazione divina ricevuta dagli iniziatori ispiratisi al catecumenato dei primi secoli) e soprattutto senza far mai leggere il testo da cui traggono le proprie "tappe" e i propri riti. Cosicché l'adepto riceve l'impressione che sia la Chiesa ad aver "copiato" dal Cammino, non viceversa.

Oppure, quando si nomina il RICA, lo si fa per stravolgerlo.

Per esempio, il presbitero neocatecumenale Pezzi, colui che si è fatto formare dai due laici Carmen e Kiko nei primi anni '70 dello scorso secolo, ha riportato (a pag.65 del mamotreto della Convivenza di Inizio Corso 2022/2023) una frase del RICA, riferita a  come gli scrutini servano "a mettere in luce le fragilità,  le manchevolezze e le storture del cuore degli eletti, perché siano sanate" omettendo la prima parte del paragrafo, in cui si specifica che si tratta di riti celebrati nel corso di tre Messe di Quaresima dal sacerdote o dal diacono;
chi ascolta (e si fida delle parole del presbitero Pezzi e di coloro che le ripetono -sono frasi scritte su un mamotreto diffuso via mail a tutte le comunità del mondo per essere ripetuto pari pari nel corso di una specifica convivenza- senza controllarne l'origine) è portato a credere invece che il RICA stesso preveda un vero e proprio esame pubblico del candidato il quale è tenuto a confessare le proprie fragilità eccetera, il che è esattamente  ciò  che i catechisti neocatecumenali fanno subire ai loro adepti nel corso dei loro scrutini: dei veri e propri interrogatori pubblici sulla vita privata ed intima del neocatecumeno, spesso una scarnificazione della coscienza.