per i futuri ex-kikos - ma anche per i fratelli che sono già fuori dal Cammino Neocatecumenale
31 ottobre 2024
Convivenza di riporto (>>>>*PARODÌA*<<<<, per quelli che c'è bisogno di specificarlo. Gli altri, abbiano pazienza.)
27 ottobre 2024
Messe... in scena
A proposito di messe in scena: non vi sembra che il Cammino Neocatecumenale abbia cristallizzato in una propria liturgia le intemperanze carismatiche del primo post-Concilio?
In particolare:
la gestione da parte dei laici della prima parte della celebrazione, con la mensa della Parola imbandita di "parole umane" nelle lunghe monizioni, e nelle omelie laicali costituite dalle "risonanze";
la concelebrazione: la comunità a tutti gli effetti concelebra con il sacerdote, assumendo insieme con lui il corpo di Cristo come fosse appunto un sacerdote concelebrante;
la forzatura della comunione sotto le due specie con un pane che non si può conservare, e quindi non può essere adorato nel Tabernacolo e nell'ostensorio né portato ai malati, come se la presenza di Gesù Cristo in corpo, sangue, anima e divinità fattosi per noi pane e vino si fermasse a quei momenti di distribuzione e "degustazione" comunitaria.
Ciò significa che, mentre la Chiesa è maturata e ha superato, in gran parte, l'ubriacatura a causa della quale Paolo VI implorava di tornare ai valori fondanti del Concilio Vaticano II, il Cammino Neocatecumenale l'ha consolidata e la vive ancora così come era stata pensata più di 60 anni fa.
A commento, un'immagine ed una didascalia del 1974, ancora perfettamente validi ed attuali.
02 settembre 2024
(Parentesi Artistica) (più o meno, cioè)
26 marzo 2024
Lettera aperta a tutti i Vescovi della Toscana
Nel
libro, che riporta questa lettera aperta, per comprensibili motivi sono
stati omessi tutti i nomi propri, le località, i riferimenti alle
parrocchie.
| Non dicono che sono neocatecumenali, ma "condizionano, con la loro presenza, ciò che spetta a tutti e che a tutti appartiene" |
Caro Marco,
è
pervenuto anche a me il tuo depliant con il "Calendario Liturgico e
delle Attività per il corrente anno pastorale. Mi rallegro sia per la
tempestività della comunicazione, sia per l'ampiezza dell'iniziativa.
Fin da quando ti conoscevo (eri curato a ...), ho sempre visto e pensato
che hai squisite doti pastorali.
Permettimi dunque, nell'ambito di
questa stima e di questo affetto, di farti pubblicamente alcune
considerazioni in ordine alla presenza del Cammino Neocatecumenale nella
tua Parrocchia, presenza diventata ormai la "piena occupazione" della
Parrocchia stessa.
Già il giornale diocesano della scorsa settimana recava l'eco accorato di tantissime voci, preoccupate per il condizionamento che il cammino neocatecumenale pone alla Propositura di .... Ora mi pare e mi risulta che lo stesso cammino possegga ormai del tutto la tua parrocchia ad un livello più escludente di quella di ...
È del tutto caduto ormai l'equilibrio che sapeva mantenere don ... tra i fedeli normali (la stragrande maggioranza) e ed i pochissimi del cammino neocatecumenale.
Dico
volutamente "pochissimi", perché le Comunità Neocatecumenali, che han
fatto propria, secondo le tue direttive, la parrocchia di ..., sono,
almeno per quattro quinti, formate da adepti provenienti da altre parrocchie della zona.
Per cui il cammino neocatecumenale che occupa la tua parrocchia e i suoi locali, è una realtà super parrocchiale o extra parrocchiale del tutto estranea al tessuto vivo del tuo popolo.
L'occupazione è, secondo me, abusiva.
Se
i Sacri Canoni hanno un valore, se la tradizione ecclesiale merita
collocazione nella nostra diocesi, così priva ancora (speriamo nel
Sinodo, ma è una speranza "contra spem"), di disciplina e di
coordinazione, lo "status" della tua parrocchia è del tutto anomalo e crea di suo gravi problemi di coscienza fra la tua gente.
Se la parrocchia "rappresenta in certo modo la Chiesa visibile, stabilita su tutta la terra" (Concilio Vaticano II, La Liturgia, 42), come può una parrocchia, superata e direi annullata da un'invasione comunque estranea al suo tessuto popolare,
quel tessuto vivo e connettivo di cui nessun parroco degno di questo
nome può fare a meno, diventare un segno fecondo di questa incarnazione
locale della Chiesa universale?
Non discuto affatto la legittimità
(del resto ancora tutta da sancire da parte della Santa Sede, sia a
livello ideologico che catechistico, strutturale, economico,
transnazionale eccetera) del cammino neocatecumenale.
Dico appena
che questo cammino non ha diritto, a meno che non esista una specie per
pubblico decreto del Vescovo in proposito, di occupare con elementi provenienti per quasi il 90%, da altre parrocchie, la tua parrocchia, che è di tutti i tuoi parrocchiani.
È codesto un precedente pericolosissimo che lacera il tessuto delicato
della distribuzione della Salvezza sul territorio che fa capo al nostro
vescovo. Un precedente ed una realtà che giustamente mettano in allarme e
in disgusto i parroci, che vedono persone vive e capaci di assumere la
legittima collaborazione parrocchiale, defilarsi, anche con orari strani (che diventano uggiosi e pesanti per la famiglia "normale") in altra parrocchia.
L'occupazione da parte del cammino neocatecumenale della tua parrocchia, che ti fu di recente affidata dall'arcivescovo, si rivela anche dalla costante "disobbedienza", che tranquillamente si pratica con le liturgie neocatecumenali della Messa, al sabato notte. Sono in verità quelle stanza abilitate all'uso liturgico di Messe dette in contemporanea da preti e frati che non sanno stare nelle loro parrocchie o nei loro conventi? Perché il cammino neocatecumenale ha, in concreto, abolito la vera concelebrazione? E non esiste in diocesi l'esplicito divieto del vescovo (ma perché non ne fece un pubblico decreto?) che vieta queste messe (anche sei o sette) in contemporanea, che si rincorrono per le stanze adiacenti? A volte penso che il nostro Vescovo si lascia tranquillamente prendere in giro dal cammino neocatecumenale, che comunque costituisce in diocesi una realtà che non parte dai suoi piani pastorali e di cui lui stesso conosce poco, salvo il 25% delle grosse somme che il cammino leva ai suoi adepti, e che vanno, in detta percentuale, al vescovo locale.
Tu presenti, nel suddetto dépliant, la "catechesi degli adulti" che inizia il 21 ottobre. Ma perché non sei sincero e non dici che quel "momento forte di evangelizzazione" è nei fatti un modo per propagandare il cammino neocatecumenale e che la tua parrocchia non ha e non esercita una catechesi completa e normale per gli adulti così come non ha e non esercita una prefettura dei testi liturgici domenicali per gli adulti eccetera eccetera eccetera? È legittimo presentare il cammino come "la" evangelizzazione?
Per me che ho partecipato, sia in Italia che in Brasile, a quelle catechesi, condotte su ciclostilati uguali ovunque e strettamente segregati (io comunque ce li ho perché ci vuol poco a fendere le esclusioni create su spasmodicamente dai neocatecumenali), sono molto deboli e tanto incomplete dal punto di vista della dottrina e soprattutto della storia della Chiesa; sono ovunque uniformi, non tenendo conto alcuno delle direttive del Santo Padre, oltre che del Concilio, che sempre si raccomanda al rispetto delle culture locali; sono tanto affette da soggezioni psicologiche che ben poco hanno a che fare - se pur per certe tipologie di coscienza sono opportune - con la semplicità e la linearità del Vangelo.
Ma l'occupazione da parte del cammino neocatecumenale della tua parrocchia, con conseguente fuga massiccia di fedeli e di persone atte alla collaborazione, si rileva anche dall'elenco delle "persone che coordinano i vari servizi della parrocchia". Sono 32 persone, un bel numero. Orbene, 14 di queste appartengono alla parrocchia di ..., altre quattro appartengono alla parrocchia di ..., 10 alle varie parrocchie della città; il diacono ha due incarichi in lista (e perciò si arriva al numero di 10). Della tua parrocchia solo 4 sono presenti nella lista dei coordinatori, e per incarichi meno essenziali: ... per l'animazione dei canti ma insieme a due neocatecomunali extra parrocchiali; ... per i chierichetti. Tutti questi, così come tutti gli extra parrocchiali, sono neocatecumenali di ferro. Va aggiunta per l'Apostolato della Preghiera, ..., che ovviamente non è neocatecumenale e che nella lunga lista è come la lucina nel bosco.
Dunque una parrocchia di oltre 7.000 parrocchiani è
diretta da 31 coordinatori neocatecumenali, di cui solo 3 della
parrocchia, e da una coordinatrice non neocatecumenale. Ti pare, caro
don Marco, un fatto intelligente, dal punto di vista pastorale e del
rispetto della capacità della tua gente più attenta in parrocchia
(capacità tanto collaudata dal tuo predecessore), la quale si sente
ovviamente trattata come "minorata" nella dedizione, nella appartenenza e nella partecipazione alla vita parrocchiale?
La
cosa poi diventa particolarmente grave, se si considera che,
nell'attività catechistica, cioè tipicamente di evangelizzazione, sono stati allontanati tutti i catechisti non neocatecumenali,
alcuni dei quali avevano sulle spalle anni e anni di impegno e di
servizio con la tua parrocchia. Anche don ... si è trovato in difficoltà
per l'annullamento - così mi dicono - del suo impegno, del resto ben
condotto, coi genitori e con i giovani del dopo cresima.
Ora: se tutti i movimenti ecclesiastici di oggi (oltretutto sono simili fra loro e maggioranza perché forti nei soldi e nelle intransigenze o negli integralismi) si mettessero a fare quello che tu realizzi a ..., dove andrebbe a finire l'organizzazione base della diocesi? Il Cammino compia pure la sua strada, creandosi le sue sedi (si dice che il terreno disponibile vedrà lo sviluppo di costruzione neocatecumenali con centinaia di milioni di spesa), ma lasciando in tutta pace la vita autentica e normale delle parrocchie.
In ogni parte del mondo cattolico il cammino neocatecumenale è motivo di divisione: non certo perché colloca autenticità o completezza del Vangelo su stantie tradizioni, o su ambienti solo in superficie cristiani. Ma perché ovunque crea le sue appartenenze, la sua esclusività ed esclusione, la bugia d'essere d'accordo in tutto col Papa scavalcando Conferenze Episcopali e vescovi (che si lasciano, alcuni, scavalcare), la dipendenza, spesso di carattere psicologico o plagiante, dei suoi adepti. Kiko Argüello vuol fare (insieme all'agitata Carmen) quel tipo di evangelizzazione? Bene, c'è posto anche per lui e speriamo che lui stesso si abitui alle cose "normali", ad esempio alla "Messa normale". Alludo con questo al fatto che, quando dipingeva sulle pareti di fondo della tua chiesa quegli "enormi santini" (il valore artistico è nullo), al momento della Messa vespertina in orario se ne saliva in casa per la sigaretta e il bicchierino ed il chiacchiericcio con i vari esponenti neocatecumenali, salvo poi a schitarrare il sabato notte in quelle liturgie eucaristiche in cui c'è più abuso, o carenza di cultura storico-liturgica, che autenticità sacrificale e sacramentale.
Ma smetta di imbrogliare le chiese locali, occupando e facendo occupare spazi, momenti, situazioni che "di suo" sono di tutti e per tutti. Un parroco può volere nella sua parrocchia "anche" il cammino neocatecumenale, così come qualsiasi altro movimento ed associazione; ma senza che questo o quelli condizionino, con la loro presenza ed attività, ciò che spetta a tutti e che a tutti appartiene.
Rifletti a questo: perché questa mia lettera aperta, e quindi destinata di suo a chiunque? Perché tu sappia - e puoi farlo - riflettere fino a diventare davvero un parroco fra i parroci e non un prete neocatecumenale, che si distanzia, per questa sua appartenenza che lo guida e lo condiziona in tutto, dalla faticosa azione e dalle umili speranze degli altri parroci.
E ti faccio un augurio fiducioso: codesta
parrocchia è nata da un dono (il terreno) e per l'iniziativa dell'Opera
..., in viva comunione col vescovo. Ancora in ... sono presenti (e si
svilupperanno se a Dio piacerà), tipica attività di servizio incarnato
della nostra opera.
Ti
auguro di essere come don ..., un parroco di tutto il suo popolo, un
parroco incarnato nella carità crocifiggente; un parroco che onora la
povertà; un parroco che si ritrova nella normalità di tutti gli altri
parroci.
Prega tanto per me e per i miei poverissimi, sia in Italia che in Brasile. Tuo ...
(lettera firmata)
23 marzo 2024
Annuncio-Neocatecumenale di Pasqua-Neocatecumenale 2024 : "obbediensia" my 4$$ !
Il documento, a cui abbiamo accennato recentemente, è di 20 pagine ma non è che la riscriviamo riga per riga, tutta sta sbobba, eh. Vi riportiamo solo qualche paragrafo, saltando qua e là.
A pag. 19, Ascensión ricorda che, per la notte di Pasqua, i fratelli sono tutti precettati in comunità, non vi pensate di andare a messa coi cattolicidelladomenicah:
NB: I grassetti nel testo mamotretico sono nostri, per amplificare le ###ate e le solite dissidenze testarde, se mai ce ne fosse bisogno.
"Un’altra cosa, vi incoraggiamo anche a fare battesimi la notte di Pasqua, la maggioranza lo fate, perché questa è la tradizione che abbiamo ricevuto, quello che ci hanno insegnato Kiko e Carmen:
la notte di Pasqua si fanno i battesimi, ma è importante vivere la Pasqua con la tua comunità (sottolineato in originale NDR) che è un sacramento, una notte di festa per viverla in comunità, questo è più importante che andare al battesimo di tuo nipote o di tuo cugino, perché qualcuno fa questo. "
"Allora vi invitiamo a vivere la Pasqua con i vostri fratelli, il senso è viverla insieme con la comunità. Ma lo diciamo per aiutarvi, non come una legge, ma come un invito, perché sono cose molto importanti nella ricchezza della Pasqua: il battesimo e la comunità."
"difesa e dialogo!" pare il motto di questo annuncio
(ma bastone e carota andava anche bene)
"Invitiamo anche i catechisti a difendere i catecumeni: cioè se in qualche parrocchia o in qualche posto c’è qualche difficoltà per fare la Veglia Pasquale aiutateli, andate a dialogare con il parroco, con il Vescovo.
Il Papa quando gli abbiamo detto che in qualche parte c’è difficoltà ha detto di parlare, di dialogare; allora, obbediamo al Papa, andiamo a presentare, a spiegare che noi non possiamo vivere senza la Veglia Pasquale, è proprio il nostro carisma: il fondamento di tutte le catechesi di Kiko e Carmen è la Veglia Pasquale e dobbiamo difenderla."
"Anche le comunità che sono in missione: non si tratta solo di aiutare il parroco, con buona intenzione, che ci dica: “ma facciamola in parrocchia tutti insieme”.E’ importante che i fratelli possano vivere la Veglia Pasquale. E’ vero che tanti non sono catechizzati e non capiscono il perché di passare tutta la notte in veglia, ma allora si può proporre quello che spesso si è fatto quando non c’è possibilità di fare un’unica veglia: si fanno due veglie, una più breve per tutti i parrocchiani, che saranno contenti, e dopo tutta la notte facciamo la Veglia, sempre aperta a tutti, per chi vuole restare, aspettando l’alba, pregando.Ma dobbiamo difendere la Veglia Pasquale così com’è, perché non basta dire: “Sì, ma anche noi facciamo tutte le letture”! Non si tratta di questo, si tratta di poter trasmettere la fede, di dare in questa notte gloria a Dio per quello che ha fatto nella nostra vita e passare la fede ai bambini."
![]() |
| "Le due specie ci devono essere. Punto. Daje de bottija, e non fate come i noncatechizzatih che noncapisconoh - ma sono contentih nella loro ignoranzah" |
"La comunione sotto le due specie, con il vino, i canti: tutto è un’opera d’arte e non è che puoi fare un mix... Questo era per incoraggiare i responsabili e i catechisti, perché dove ci sono problemi vadano a dialogare, a parlare con coraggio..."
Sì?!! Dobbiamo commentare?! Allora te lo commenta Kiko questo ultimo paragrafo:
A pag. 12 Kiko ti spiega che:
Vabbè, almeno le buffonate kike dell'ascensore pasquale non dobbiamo ripeterle, speriamo.
Ascensión quest'anno ha un sacco di spazio ma lo spreca tutto in "comedicevakiíko", "comedicevacármen". Si passa tutto il mamotreto lucidando i sacri mastodonti - ormai cristallizzati nel mito dell'immaginario collettivo del gruppo - e spingendo ripetutamente i fratelli a fare lo stesso.
I detrattori possono quindi scegliere se essere più irritati dai due eretici, oppure da lei che offre i fratelli agli idoli, in schiavitù mentale.
A pag. 10 arriva il richiamo ascensionale al dovere di onorare le tradizioni neocatecumenali: i mamotreti con le "catechesi" (ma sono sempre tenuti segreti oppure ormai lo sanno tutti i fratelli, che questi copioni esistono?) e l'"approvazione".
"Quando Mario ha citato il Cardinale Cantalamessa, che ha detto che la causa della mondanizzazione della Chiesa è la crisi della fede, io ho detto a Mario che per noi questa è la prima lezione della scuola: è quello che ascoltiamo appena entriamo in cammino. Nella 3a e 4a catechesi iniziale, profeticamente, 60 anni fa, Kiko e Carmen già parlavano di questo pericolo per la Chiesa, e a volte qualche catechista dice: “Ma no, ma queste catechesi sono già superate...*”, ma vedete che non è così: queste catechesi, giustamente, danno la risposta a quello che adesso stiamo vivendo.Quando negli anni 60-70 le Chiese ancora erano piene, nessuno credeva a questa visione della Chiesa, che Kiko e Carmen avevano intuito**. Adesso abbiamo visto che sono stati veri profeti! Allora è importante che soprattutto i catechisti - e ci sono tanti catechisti nuovi, che grazie a Dio ci aiutano a rinnovare le équipe - preparino bene le catechesi;
anche quei catechisti che stanno formando i nuovi è importante che insegnino a preparare bene le catechesi. Questo è fondamentale perché se no, non si capiscono queste catechesi: hanno una ricchezza teologica che bisogna scoprire, ma se non si preparano bene non si scopre."
* leggi pure : "massacrate di correzioni da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede"
** "Kiko e Carmen avevano intuìto", ma senti tu, che facce di bronzo di ipocritoni, ma se è proprio per colpa di questi due, che dalle parrocchie neocatecumenalizzate sono scappati i fedeli. Le innovaglie, sono ormai anti(ki)kaglie, e la neo-mitologia degli eredi fa passare i due filibustieri per antichi profeti. E su cosa contano, per convincere la gente? Sulla completa assenza di senso della farsa...
| "correzioni della CdF alle catechesi neocatecumenaliiiiiiii....!!!" |
"Anche perché noi come catechisti abbiamo una grazia, un’elezione grande che ci ha fatto il Signore, che ci dà di portare avanti quello che hanno ricevuto da Dio Kiko e Carmen: l’ha ispirato loro lo Spirito Santo e la Chiesa l’ha confermato. Vi ricordo - lo sapete già voi catechisti più vecchi, ma è importante ricordarlo - che questi mamotreti, tutte le catechesi, il Direttorio catechetico del Cammino è stato studiato e approvato dalla Chiesa, l’hanno studiato seriamente cinque congregazioni, esattamente cinque dicasteri: il Dicastero della Fede, il Dicastero dei Laici, il Dicastero del Culto, il Dicastero dell’Educazione Cattolica e il Dicastero del Clero durante sei anni: un gruppo di teologi di ogni congregazione hanno studiato tutte le catechesi di Kiko e Carmen e hanno dato una vera laudatio di queste catechesi, hanno visto che erano veramente ispirate dallo Spirito Santo e che avevano una grande ricchezza teologica, biblica, che stanno all’interno della tradizione della Chiesa e della fede; hanno anche detto che hanno un linguaggio moderno, esistenziale, capace di arrivare all’uomo di oggi."
| un linguaggio moderno esi(sten)ziale, come questo |
"Per questo abbiamo come una responsabilità di trasmettere questo, è vero che un catechista lo trasmette soprattutto con la sua vita e la cosa più importante è la nostra vita, l’essere testimoni di quello che diciamo, ossia che la nostra bocca e il nostro cuore sia una sola cosa, ma abbiamo anche una responsabilità di trasmettere, di preparare bene, di trasmettere questa ricchezza teologica che Dio ha voluto dare a Kiko e Carmen e con loro a noi.
Bene, questo è per incoraggiare le équipes di nuovi catechisti e anche i più anziani, che, anche se a volte sono un po’ stanchi di preparare, è sempre bene farlo, perché ogni volta che uno approfondisce una catechesi scopre sempre nuovi tesori [LINK]"
l'altro è la croce, morire all'altro, il divorzio, la morte, Dio opera, questa generazione, l'Egitto, il Faraone, i rabbini, tu sei un superbo, il peccato, la morte, la risurrezione, il battesimo, l'ateismo delle nazioni, la morte, il kerigma, ilconcìlio (cioè il Vaticano II), le sofferenze, la fossa della morte, la festa, il banchetto, la morte, la risurrezione;
Esimio Puntini, sei in giro? Stai leggendo? C'è una mezza paginetta di mamotretino da compilare, scrivi pure qui, visto che loro non lo fanno:
"Ogni volta che apro il mio computer si apre una pagina che mi chiede se voglio entrare nel GPT che è una pagina di ricerca artificiale, ma pericoloso."
Sui timori di Padre Mario abbiamo interpellato direttamente la AI in questione. Per favore, qualcuno faccia pervenire a Padre Mario la risposta che ChatGPT gli ha indirizzato, così non si spaventa più.
¡ 🔔 Missione estiva di evangelizzazione 2 a 2 dei giovani (maggiorenni) 🔔 !
"Se nel pellegrinaggio di questa estate, volete fare con i giovani l’esperienza di andare due a due ad annunciare il vangelo, potete farlo per 1, 2 o 3 giorni, come volete, ma con i maggiorenni.
Intanto con i minori si organizza un pelegrinaggio a piedi o altre attività. Se qualche minore vuole fare l’esperienza del due in due, dovrà ottenere prima il permesso dei genitori e dovrete metterli poi insieme a qualcuno dei giovani più adulti, cioè due adulti e un minore, mai un minore e un adulto. Potete fare il pellegrinaggio in estate nella data che vi sembra più opportuna."
"Allo stesso tempo, noi in Occidente siamo sottoposti a una persecuzione che non è così evidente e sanguinosa, ma con guanti di velluto. Attraverso una cultura che cerca di ridicolizzare e uccidere la fede cristiana."
Habemus l'Annuncio Neocatecumenale de Pasqua Neocatecumenale 2024
Allora, di già ve lo dico che queste 20 pagine fanno 🤮
Eccovi una parte scabrosa, tanto per sgradire :
Parlando dei pellegrini e dei pellegrinaggi vi invitiamo a non avere paura di andare in Israele, perché tutti ascoltiamo costantemente informazioni sulla guerra, però Rino e gli altri fratelli, che stanno sul posto, ci hanno detto che la guerra è solamente a Gaza e le comunità che stanno andando per la fine del Cammino - già da Natale hanno ripreso - sono felicissime perché tutto è vuoto, non c’è bisogno di fare la fila, puoi stare al Santo Sepolcro tutto il tempo che vuoi e sono felicissimi in questo tempo senza tanti turisti e allora vi incoraggiamo a riprendere i pellegrinaggi in Israele senza paura.
| (intanto a Gaza) |
22 marzo 2024
"Verità sul Cammino Neocatecumenale" di padre Enrico Zoffoli
Dal libro "Verità sul Cammino neocatecumenale": raccolta di documenti e testimonianze a cura di padre Enrico Zoffoli, vi presentiamo la relazione stilata da un fedele cattolico sulle Catechesi iniziali tenute da una équipe di catechisti del CN nella sua parrocchia.
"Si può dire in breve che nel pensiero di Kiko e Carmen errori teologici antichi e nuovi confluiscono in un vulcano tale di contraddizioni, che non è possibile non solo dedurne una logica di verità , ma neppure un sistema coerente di errori.Nessuna originalità, ma ripetizioni critiche di aberrazioni teologiche antiche e nuove senza alcun riferimento a quanto la Scrittura e il Magistero della Chiesa hanno da sempre professato o rigettato".
Con molta poca delicatezza, e piuttosto con una buona dose di presunzione nel modo di parlare, l'annuncio è avvenuto come se prima di allora non si fosse mai ascoltato niente; è stato infatti rigettato tutto il passato della nostra parrocchia Francescana senza che queste persone conoscessero minimamente la storia e le innumerevoli esperienze vissute insieme ai frati in 100 anni di storia.La sensazione netta è stata che questi catechisti fossero gli unici depositari della fede e possessori dello Spirito Santo in maniera esclusiva (come se lo Spirito si facesse imbrigliare da qualcuno!)
formata al massimo da 50 persone che gravitano intorno non si sa bene a che cosa dal momento che il grosso della popolazione parrocchiale, che non si avvia al cammino, è stato ignorato in ogni considerazione che è stata fatta. Questi gruppi sembrano vivere isolatamente gli uni dagli altri allo scopo di esercitare l'amore reciproco sul serio e non in maniera superficiale (così hanno detto) come fanno i normali cristiani.
- L'uomo non può fare niente per conseguire la vita eterna.
- Dio fa tutto senza che tu debba sforzarti, anzi qualunque sforzo è inutile.
- L'uomo può incrociare le braccia perché fa tutto Dio.
- Tu non puoi evitare il male e ti è impossibile, da te, fare il bene.
- Tu non sei responsabile del tuo peccato.
- Dio ti ama così come sei e non occorre che tu faccia niente per migliorarti.
- È sufficiente riconoscersi peccatori per conseguire la salvezza.
Sono affermazioni in grave contraddizione anche alla luce del nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica recentemente apparso nel quale anzi si invita il Cristiano ad una continua ascesi per un miglioramento personale da attuarsi con la Grazia di Dio e col proprio deciso sforzo.
peccato dunque c'è, ma non si può evitare, hanno sostenuto, e vengono anche annullate le differenze di gravità nei confronti dello stesso peccato da parte di chi lo compie, ignorando in questo gli impegni personali che ciascuno ha preso con Dio. Si è sostenuto infatti che, ad esempio, l'andare con una donna, costituisce la stessa gravità tanto per un laico che per un sacerdote (perché non anche per il Papa aggiungo io?), quando fino ad ora c'è stato insegnato che non solo è più grave quello del sacerdote, ma che addirittura quello commesso dal frate lo è ancora di più proprio in virtù del voto di castità che costituisce un impegno più forte della promessa di castità.
Gesù ha detto che "pochi sono gli eletti" perché nella sua sapienza prevedeva già che molti avrebbero rifiutato la chiamata di Dio, ma solo per un loro preciso atto di volontà e non perché predestinati a rifiuto.Se una predestinazione c'è, e c'è, è che tutti siamo predestinati alla vita eterna, ma questo non si compie senza il consenso dell'uomo.
- al centro il SALE (le comunità)
- al contorno i SALATI,
- all'esterno i GIUDA.
Tutto parte da qui, la tua fede si fonda qui; se tu non hai fatto esperienza di Dio la tua fede è niente, è fasulla. La fede cioè deve essere comprovata dall'aver sperimentato direttamente nella tua vita Dio.
Un'affermazione cosi contraria al concetto di fede l'ho sentita poche volte.
Gesù dice a Tommaso "beati coloro che crederanno senza vedere" e in un certo senso gli tira le orecchie perchè aveva voluto mettere la mano nella
piaga del costato.
Credere che sia pretendere troppo da Dio che si faccia "toccare dalla tue
mani" e magari senza che tu neanche lo abbia cercato.
Queste cose sono successe raramente e solo con persone particolari con le quali Dio ha scandito le tappe più importanti della Storia della Salvezza.
Anche a te comune mortale può accadere tutto questo, ma salvo casi eccezionali tutti i santi riferiscono che tale esperienza di cui si parla è possibile solo dopo un lungo cammino di dura ascesi e sempre che a Dio piaccia. Non si può banalizzare così l'esperienza di Dio che invece sembra tutti loro (catechisti) abbiano fatto, nessuno escluso.
Sarà vero che Dio vuole darci una prova concreta della sua esistenza?
Forse sì, anzi certamente sì, ma la strada è quella del discernimento, come dice la Dei Verbum: Dio si può riconoscere dalle cose create.
Dunque è il mondo che ci circonda che ci parla di Dio e l'uomo saggio, libero da pregiudizi, lo può trovare su questa strada e non su quella della ricerca di una manifestazione diretta e personale, praticamente un miracolo.
11 - Il buon seme, è stato detto, si vede dai frutti: giusto.
Sulla scia di questa affermazione si è sostenuto da parte dei catechisti
che l'esperienza del "cammino" cambia la vita.
Può essere, però curiosamente uno di essi ha riferito, a mo' d'esempio, che con la moglie litigava ancora violentemente, "fino a giungere quasi alle mani", litigi che poi si concludevano col perdono.
Mi domando chi non fa la stessa cosa e forse senza essere giunti "quasi al
le mani" anche senza appartenere al "cammino"?
Comunque stiano le cose, se i rapporti fra marito e moglie sono ancora,
dopo "la vita cambiata", al livello delle liti violente "fino quasi alle mani", mi domando in cosa consista il cambiamento? Forse prima volavano le seggiole?
E poi che esempio per chi abita sullo stesso pianerottolo!
12 - Altra affermazione quanto mai sorprendente: l'uomo è racchiuso in un "cerchio di morte", per cui gli è impossibile amare gli altri, non ne è
capace.
Forse il catechista si è dimenticato del comando di Gesù: "Amatevi gli uni gli altri", e se è un comando significa non solo che è possibile farlo, ma che dipende da un preciso atto della volontà sostenuto anche dall'aiuto di Dio.
13 - Il cristianesimo non è una religione, è stato detto, e non è una morale!
Che cos'è allora? Risposta: un avvenimento.
E perché mai, mi domando?
Da sempre si parla di cristianesimo come di una parola di "dialogo con le 'altre' religioni" a riprova che anche il cristianesimo è una religione; nelle
scuole c'è l'ora di "religione".
Religione o religioso è tutto ciò che pone l'uomo in relazione con Dio, lo orienta a Lui; se poi vogliamo limitarci freddamente alla stretta definizione di "religione", non si capisce perché il cristianesimo non dovrebbe essere
una di esse. Infatti si definisce una "religione" l'insieme di verità, preghiere, riti, dogmi e pratiche di pietà: mi domando quali di questi ingredienti
manca al cristianesimo per dire che non è una religione? E allora perché tale affermazione?
Perché la religione cristiana in generale e quella cattolica in particolare hanno in sé una morale per cui negando la responsabilità dell'uomo nei confronti del peccato (è impossibile fare il bene, è impossibile evitare il male perché siamo racchiusi in un cerchio di morte) è evidente che per l'uomo sussiste il problema morale della scelta fra bene e male ovvero il cosiddetto libero arbitrio.
Tutto quello che compone una religione è un appesantimento che imbriglia la Spirito e se ne conclude che il cristianesimo non è una religione (quest'ultimo periodo è una mia deduzione).
14 - Che dire di quest'altra affermazione?
"Dio non si può offendere con i peccati".
Si vuol presentare all'attenzione dell'ascoltatore qualcosa di nuovo a tutti i costi, tanto per polarizzare l'attenzione, oppure all'interno di questa affermazione ci siano dei contenuti dottrinali?
lo credo uno e l'altro, solo che la dottrina sottesa non è quella cattolica.
Fino a prova contraria, nel Sacramento della Riconciliazione, la Chiesa
cattolica invita il penitente, dopo l'accusa dei peccati, a recitare l'Atto di
dolore in cui si dice "perché ho offeso te..." e anche "prometto col tuo santo
aiuto di non offenderti mai più..." e allora perché Dio non si può offendere?
La spiegazione è stata questa: Dio non si può offendere perché non è possibile sottrarre a Lui qualcosa; e chi ha mai detto il contrario? Dio, senza dubbio, continua ad essere Dio intatto anche se noi pecchiamo contro di lui ("contro te solo ho peccato"), anche se a dire il vero una cosa gliela sottraiamo: I'amore e il rispetto di cui ha diritto.
E allora perché hanno detto che Dio non si può offendere? Credo che il problema si ricolleghi al punto 4 perché secondo tutta questa strana serie di affermazioni, gravemente in antitesi con quanto insegnato dalla Chiesa cattolica, si vuol dire che se non sono responsabile del mio peccato, non posso neanche offendere perché ciò implicherebbe una mia capacità decisionale che non ho.Da un compitino svolto in una delle serate è emerso con sufficiente chiarezza che l'assemblea dei fedeli gioca un ruolo importante nell'assoluzione dei peccati forse quanto quella del sacerdote, non ricordo le parole esatte della domanda formulata nel questionario, ma in buona sostanza si chiedeva se l'assoluzione dei peccati competeva al sacerdote o alla comunità e in che misura.
Detto questo ne deriva che, se non ho offeso nessuno, non ho neppure l'obbligo della riparazione e del pentimento.
Forse pecco troppo di fantasia, ma collegando quest'ultima questione con
il punto 5, là dove si dice che "non c'è sacerdote", forse il volo fantastico trova una spiegazione!
15 - Si è fatta ironia circa l'impegno nello studio qualunque esso fosse sostenendone una inutilità, una perdita di tempo il prepararsi e impegnarsi seriamente. "I tuoi genitori ti hanno detto 'studia!, che tu diventi ingegnere!' Come se questo fosse importante!".
Che cos'è allora importante per loro, il disimpegno personale e attendere la manna dal cielo?
Ma non hanno saputo cogliere l'importanza che ha invece lo studio e la preparazione personale, la professionalità che così tanto è raccomandata in quasi tutti gli ultimi documenti della Chiesa!
Possibile che ciò che dice il Magistero venga mutilato e contraddetto in tante parti e che in questo caso non si capisca che ogni uomo ha un compito da svolgere in questa società secondo il disegno di Dio e che ad esempio servano anche gli ingegneri?
È evidente che l'ingegnere non esaurirà tutto il suo essere nel fatto di essere ingegnere, ma cercherà di entrare nella sintonia attraverso il suo lavoro competente di servire gli uomini nelle loro necessità e in questo adempiere alla volontà di Dio.
16 - Non voglio commentare quest'ultima affermazione uscita direttamente dalla bocca del sacerdote accompagnatore dei catechisti quale "garante" dell'ortodossia cattolica:
17 - Osservo inoltre che le "catechesi" si sono svolte a senso unico, salvo rarissime eccezioni, ovvero non c'è stata la minima possibilità di intervenire su quanto detto. Ciò è stato giustificato col fatto che si era nella "fase di ascolto"; ma quando ci sono state quelle minime possibilità di parlare e di porre domande per mettere in evidenza quelle tesi che, secondo me, divergevano dall'insegnamento cattolico, la risposta era "dai frutti si riconosce la pianta".
Giusto, ma non ci si può limitare a guardare solo in casa propria; i frutti
sono quelli che maturano su tutto l'albero della Chiesa e quando un gruppo, di qualsiasi natura esso sia, provoca intorno a sé terra bruciata, astio, incomprensioni, divisioni (come si sente dire in tutte le parrocchie dove c'e il "cammino neocatecumenale"), dubbi ai quali non si dà volutamente risposte, non può essere una buona pianta.
Io ritengo che la dottrina proposta contenga diversi punti che andrebbero
verificati alla luce del l'ortodossia cattolica; certo è che questo "cammino" riscuote il plauso di numerosi Vescovi e addirittura del Papa per cui d'istinto dovrei dire che non ho capito niente. Confidando invece di aver capito abbastanza non so, per il momento, dare una spiegazione a tutto questo.
Dichiaro davanti a Dio che ho seguito questi incontri libero di pregiudizi e assolutamente aperto a ricevere qualcosa di buono, ma la mia trascorsa formazione cristiana e in particolare francescana mi hanno creato una barriera istintiva che, man mano andavano avanti gli incontri, diventava sempre più spessa.
10 ottobre 2023
Il Cammino Neocatecumenale spiegato ai Cattolici Romani nella loro lingua ufficiale
1. Si vir probo intra in Camminum Neocatecumenalorum, sicurus est qui salvet animan suam, sed restat in Ecclesiam diventat cristianuccium domenicae et securus est qui precipitat in Inferum2. Beatus vir qui audet frasem Kiki Arguelli, certus est qui se salvet cum alteros frates ad grappulum
3. Si vir battezatus est intra in Ecclesia certiter, sed intra in Camminum Neocatecumenalorum melium est per issum
4. Si Pontifex Maximus scribet enciclicam fideles debunt abscultare, sed scribet Kikus Arguellus debunt obbedire, in altrum casum rovinatus est per omnia secula seculorum
5. Si fideles partecipant ad missam, si est missa in latinorum non recepiscunt nihil, sed partecipant ad missam Camminorum Neocatecumenalorum felix sunt quia ballant in circulun altaris battentes manes ad finis missae
Qui nella nostra traduzione (+ commenti tra parentesi):
1. Se un uomo integro entra nel Cammino è sicuro che si salva l'anima ma se resta nella Chiesa è sicuro che diventa un cristianuccio della Domenica e precipita nell'inferno ("Extra Camminum Nulla Salus", ti diranno i catechisti ad un certo punto)
2. Beato l'uomo che ode la parola di Kiko Arguello, sicuramente si salva insieme agli altri fratelli a grappolo (Cioè "Ci si salva tutti insieme con la comunità, o niente!", ti dicono i catechisti)3. Se un uomo viene battezzato entra certamente a far parte della Chiesa ma se entra nel Cammino Neocatecumenale è meglio per lui (Per forza, altrimenti che "Cammino Superiore" è?)4. Se il Sommo Pontefice scrive un'enciclica, i fedeli debbono ascoltare ma se scrive Kiko Arguello debbono obbedire altrimenti sono rovinati nei secoli dei secoli (ma anche nel secolo presente, secondo le voci che fuoriescono dalle comunità)5. Se i fedeli partecipano alla Messa, se la Messa è in latino non capiscono niente, ma se partecipano alla Messa del Cammino Neocatecumenale sono felici perché ballano intorno all'altare battendo le mani alla fine della Messa (perché l'importante è che sia dato il "segno della comunità", con buona pace dell'abuso liturgico ed eucaristico)
27 settembre 2023
"Scrivilo sui muuuuri see....
vorrai qualcuno un giorno accanto a teeee
che non pretenda di essere il migliore" (cit. Vasco Rossi)
| (e questo è sicuramente un ottimo candidato senza pretese) |




(1).jpg)
